Quando Esposito fa le magie «Io in difetto coi compagni»
Salvatore e la punizione perfetta: se non ne segno devo lasciare ad altri Il centrocampista cresce mentre il fratello per ora esulta dalla panchina
frosinone. L’ha calciata in maniera magistrale, facendo la “presentazione” stagionale della specialità della casa. Al quarantesimo del primo tempo, con la Spal sotto 1-0, Salvatore Esposito si è preso – al solito – la responsabilità di incaricarsi del calcio piazzato di turno, scaricato con goniometrica precisione alle spalle di Iacobucci. Giri giusti, calibro, potenza, precisione: tutto ciò che serviva per rimettere in carreggiata la Spal in una serata che pareva esser da dimenticare.
geometrie
Il centrocampista classe 2000 fino a quel momento non aveva disputato una partita particolarmente emozionante: qualche geometria più orizzontale che verticale e due sciabolate non andate a buon fine. Ma la gemma dagli oltre venti metri ha letteralmente fatto salire le quotazioni del fratello maggiore dei due Esposito biancazzurri (a proposito: Sebastiano ieri ha conosciuto la decima occasione in cui è figurato nella lista delle riserve).
Salvatore ha piede da categoria superiore, specialista nei calci piazzati e con una personalità che al netto di qualche passaggio a vuoto (fisiologico, nel percorso di crescita di un giovane) si è sicuramente evidenziata in questa prima parte di annata nella Spal dei grandi. Erano trecentoquarantuno minuti che la squadra di Marino non trovava la rete lontano dal “Mazza”: l’ultima circostanza da abbraccio collettivo riporta nell’altrettanto fredda serata vissuta a Chiavari con il colpo di testa di Di Francesco.
Due gol, quattro assist e quattro cartellini gialli (rimane in diffida). Questi sono i numeri di Salvatore, che delle diciassette giornate di campionato giocate fin qui è stato protagonista sostanzialmente sempre dal primo minuto, non trovando minuti solo all’esordio di Monza e nella successiva trasferta di Lignano col Pordenone.
il massimo
Insomma, un protagonista assoluto che sicuramente sarà chiamato a dare il massimo fino alla fine di questo campionato che si preannuncia tirato fino all’ultima giornata. L’autore del primo gol biancazzurro di ieri a fine primo tempo aveva rassicurato tutti sulla smorfia di dolore vista dopo il calcio di punizione vittorioso, sottolineando che da un po’ di tempo convive con un piccolo – ma non preoccupante – fastidio muscolare. Aggiungendo: «Diciamo che ero un po’ in difetto con la squadra perché avevo calciato tante punizioni. Se voglio continuare a calciarle devo fare qualche gol in più, sennò bisogna lasciare il posto a qualcun altro. L’esultanza di mio fratello? Per forza, il sangue chiama. Mi meraviglio che non sia venuto in campo... (ride; ndr)». Il 2000 stabiese nella ripresa ha verticalizzato un po’ di più, prima di perdere una palla sanguinosa ma poi di calciarne una insidiosa verso il colpevole Iacobucci: Paloschi non ha perdonato e tre punti son stati. —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
