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Quando Esposito fa le magie «Io in difetto coi compagni»

Alessio Duatti
Quando Esposito fa le magie «Io in difetto coi compagni»

Salvatore e la punizione perfetta: se non ne segno devo lasciare ad altri Il centrocampista cresce mentre il fratello per ora esulta dalla panchina

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frosinone. L’ha calciata in maniera magistrale, facendo la “presentazione” stagionale della specialità della casa. Al quarantesimo del primo tempo, con la Spal sotto 1-0, Salvatore Esposito si è preso – al solito – la responsabilità di incaricarsi del calcio piazzato di turno, scaricato con goniometrica precisione alle spalle di Iacobucci. Giri giusti, calibro, potenza, precisione: tutto ciò che serviva per rimettere in carreggiata la Spal in una serata che pareva esser da dimenticare.

geometrie

Il centrocampista classe 2000 fino a quel momento non aveva disputato una partita particolarmente emozionante: qualche geometria più orizzontale che verticale e due sciabolate non andate a buon fine. Ma la gemma dagli oltre venti metri ha letteralmente fatto salire le quotazioni del fratello maggiore dei due Esposito biancazzurri (a proposito: Sebastiano ieri ha conosciuto la decima occasione in cui è figurato nella lista delle riserve).

Salvatore ha piede da categoria superiore, specialista nei calci piazzati e con una personalità che al netto di qualche passaggio a vuoto (fisiologico, nel percorso di crescita di un giovane) si è sicuramente evidenziata in questa prima parte di annata nella Spal dei grandi. Erano trecentoquarantuno minuti che la squadra di Marino non trovava la rete lontano dal “Mazza”: l’ultima circostanza da abbraccio collettivo riporta nell’altrettanto fredda serata vissuta a Chiavari con il colpo di testa di Di Francesco.

Due gol, quattro assist e quattro cartellini gialli (rimane in diffida). Questi sono i numeri di Salvatore, che delle diciassette giornate di campionato giocate fin qui è stato protagonista sostanzialmente sempre dal primo minuto, non trovando minuti solo all’esordio di Monza e nella successiva trasferta di Lignano col Pordenone.

il massimo

Insomma, un protagonista assoluto che sicuramente sarà chiamato a dare il massimo fino alla fine di questo campionato che si preannuncia tirato fino all’ultima giornata. L’autore del primo gol biancazzurro di ieri a fine primo tempo aveva rassicurato tutti sulla smorfia di dolore vista dopo il calcio di punizione vittorioso, sottolineando che da un po’ di tempo convive con un piccolo – ma non preoccupante – fastidio muscolare. Aggiungendo: «Diciamo che ero un po’ in difetto con la squadra perché avevo calciato tante punizioni. Se voglio continuare a calciarle devo fare qualche gol in più, sennò bisogna lasciare il posto a qualcun altro. L’esultanza di mio fratello? Per forza, il sangue chiama. Mi meraviglio che non sia venuto in campo... (ride; ndr)». Il 2000 stabiese nella ripresa ha verticalizzato un po’ di più, prima di perdere una palla sanguinosa ma poi di calciarne una insidiosa verso il colpevole Iacobucci: Paloschi non ha perdonato e tre punti son stati. —

Alessio Duatti

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