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Laera e il suo Ferrara United «Una realtà molto solida»

Enrico Ferranti

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ferrara. «La pallamano mi ha sempre "salvato": in ogni momento complicato è stata una valvola di sfogo, la mia forza e rinascita. Questo sport oltre ad essere il mio lavoro, è la mia passione. Com'è quel detto? Fa quello che ti piace e non lavorerai neanche un giorno della tua vita».

la passione

Antonj Laera, classe 1984, non è un semplice allenatore ma un condottiero. Un amore per questa disciplina sbocciato alle scuole elementari, attraverso i Giochi della Gioventù. «Sono sempre stato un tipo curioso - le parole di coach Laera - quando ho sentito parlare di questo sport a me sconosciuto ho deciso di provarlo. Me la cavavo bene e quindi mi sentivo protagonista, poi i bravi insegnanti hanno fatto il resto».

Entrando più nel dettaglio: «La pallamano è un gioco spettacolare, molto veloce e imprevedibile dove - per ogni gara - non esiste un risultato certo. Questo aspetto rende le partite, molto spesso, adrenaliniche. Ecco, questo suscita in me la pallamano: adrenalina pura a cui non riesco farne a meno».

carriera

Una carriera che parla da sola. «Ho smesso di giocare all'età di 23 anni a causa di continui infortuni al ginocchio. Fin da piccolo mi sentivo un allenatore in campo, non mi arrendevo mai e motivavo continuamente i miei compagni; accettare le sconfitte era molto difficile per me. Mentre studiavo Scienze Motorie allenavo i più piccoli con Gianni Pizzutilo (fondatore e intramontabile dirigente e allenatore della Pallamano Putignano). I continui infortuni al ginocchio hanno accelerato la mia carriera di allenatore: ho iniziato - di fatto - a 19 anni per poi farlo in maniera definitiva dai 23».

Gli esordi con le categorie Under del Putignano, società del suo paese, e come vice allenatore della prima squadra che allora militava in serie A2. Poi un lungo percorso: «Sono andato a fare esperienza come vice allenatore a Fasano (Campionato Elite) e successivamente a Conversano nella squadra femminile in A2. In seguito sono tornato ad allenare la squadra di casa in A2 e abbiamo vinto il campionato, con lo storico traguardo dell’ascesa in A1». Quindi l'esperienza a Lussemburgo come vice di Riccardo Trillini (attuale c.t. della Nazionale Italiana), conquistando due Coppe Nazionali. Poi Brescia femminile e Mezzocorona maschile in A2.

ambizioni

In questa stagione l'approdo a Ferrara con lo United: «Ferrara United è stata la società che più di tutte mi ha trasmesso la volontà di guardare al futuro. Insieme stiamo programmando un percorso di crescita che rispetti i tempi per diventare una realtà solida sul territorio nazionale. Il team è molto affiatato; siamo organizzati anche perché abbiamo come guida l'Ariosto, club storico. La strada da percorrere è ancora tanta, tuttavia abbiamo consapevolezza per quanto riguarda il lavoro da fare. Per me questa piazza è un nuovo punto di partenza: il sogno è allenare la Nazionale Italiana». —

Enrico Ferranti

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