Il playoff del sollievo, l’uomo di fuoco e il pari Tra Kleb e Benedetto c’è sempre avventura
In cartellone il duello numero ventidue della storia, che cade nel momento migliore di entrambe. Ufficiale la diretta su Tele Ferrara live
focus
Marco Nagliati
Nel 2000/01, “anno uno” dell’era Trullo secondo il calendario estense e “anno due” dell’epopea Vanoncini seguendo in alternativa il lunario centese, furono sette. Eggià, sette sfide Ferrara contro Benedetto XIV in una sola stagione agonistica. Non mancò neppure un bizzarro pareggio nella gara di andata di Coppa, giocata sostanzialmente con giovani e giovanissimi. Al ritorno banchettò Cento. Era serie B, in campionato quattro vinte Ferrara: soprattutto il terzo decisivo duello che valse la promozione in A2 degli estensi. Di fatto, quel 97-81 cancellò dalla testa ferrarese il fatidico 4 maggio dell’anno precedente.
on fire
Il 4 maggio 2000 è diventato una maglietta biancorossa: che notte, quella notte... Ecco, quella serata lì è racchiusa nell’iconografico tiro da tre di Carchia con sorpasso sulla sirena: «Avevo il fuoco dentro» disse il gladiatore biancorosso. Un 70-69 che annichilì Ferrara, promessa sposa in A2. Poi, appunto, il Basket Club (Kleb ci diverrà poi) salì mesi dopo mentre Cento ha dovuto attendere il 2018 per arrivare finalmente nel luogo dei sogni. Ha aperto gli occhi ed è giunto un capogiro. Ma in A2 è tornata in fretta, ed eccoci qui. Ovvero alla vigilia della straprovinciale numero ventidue della nostra storia baskettara. Il bilancio racconta 14 successi ferraresi, 6 centesi e quel pari in coppa cui si accennava. Quella di domenica all’MF Palace sarà la quinta “targata” serie A2, se aggiungiamo le due di Supercoppa giocate in questa anomala stagione. Entrambe appannaggio Top Secret (89-71 nel gironcino e 69-65 nel quarto di finale). Nel 2018/19 il bilancio fu di parità, ma con soddisfazione relativa a bocce ferme. La Baltur scese di categoria, mentre il Kleb (che dieci giorni dopo il derby venne affidato a Leka) finì bene. Gettando le basi per le attuali ambizioni.
platea
Quello atteso domenica, si può dire passeggiando nella storia ed escludendo ovviamente i match playoff, è il derby di stagione regolare che si palesa nel momento migliore di entrambe. La Top Secret curiosa tra le vicende delle primissime essendo terza, con sette vinte nelle ultime otto. Quattro consecutive. La neopromossa Tramec esibisce tre scalpi su cinque. Come dice capiran Ranuzzi, scende la lacrima ogni volta che si mettono i piedi in parquet deserti. Per questo, eccezionalmente, la Lega ha permesso la diretta su Tele Ferrara live (canale 188 del digitale terrestre).
E forse, chissà, magari entrambe le compagini saranno al completo. Nell’imprevedibile stagione dell’uragano Covid-19 le assenze - anche copiose - erano da mettere in preventivo; di certo Top Secret e Tramec non hanno lesinato. Un protagonista di talento purtroppo mancherà di certo stante il crociato operato, Michele Ebeling che peraltro ha vestito le casacche di entrambe le truppe ed è stato decisivo nell’ultimo successo centese (2/5 da tre). Quello firmato Bechi (89-80) ma che non contò - infine - per la salvezza.
Niente Tatu, però forse il Kleb potrà riavere Pacher. Il lungo dalla doppia dimensione: mano educata da fuori, atletismo verticale in area. Finora i ragazzi di Leka hanno timbrato imprese in emergenza, chiaro che non può avere una durata infinita. Di certo anche la Tramec può guardare storto la dea bendata: Cotton e Sherrod li ha visti più il medico che coach Mecacci. Adesso Tekele è rientrato, garantendo con gambe toniche quanto ci si aspettava: penetrazioni squassanti a spaccare le difese, meno sicurezza da fuori. Ma Cotton è sempre stato un realizzatore, più che un tiratore. Rimane l’incognita Sherrod, incerto l’impiego fino all’ultimo. Probabile che il pivot a referto vada, poi si vedrà.
qualità
Top Secret e Tramec stanno esprimendo una bella pallacanestro. Quella centese pubblicamente elogiata da coach Pino Sacripanti che guida il Napoli capolista: spaziature, circolazione, timing nei passaggi dento-fuori. Il limite riconosciuto dei biancorossi è la stazza relativa, quando è al cospetto delle big. Lo si sapeva. Finora cuore, tattica e gioco di squadra (dixit Ranuzzi) hanno supplito alla grande. Anche il Kleb non abusa del “pick and roll”, varia e se può rispolvera il gioco in post basso che l’abuso del tiro da tre (di tanti team) di questi tempi moderni ha un po’ mandato in soffitta. Ferrara, quando si inceppa l’attacco, ha in più la risorsa della difesa. Perché lei sì che ha fisico, unita alla voglia di tenere le gambe basse. Il segreto del successo. —
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