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L’ANTICIPO DI SAN SIRO 

Leao, il piccolo Diavolo Riparte il volo Milan anche senza i totem Un Toro di cartavelina

Leao, il piccolo Diavolo Riparte il volo Milan anche senza i totem Un Toro di cartavelina

La reazione giusta dopo il ko con la Juve, gara dominata Calhanoglu solo nella ripresa, manciata di minuti per Ibra

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MILANO. Mancano i mammasantissima? Ci pensano i ragazzi, i piccoli Diavoli. Il Milan riparte da Brahim Diaz e Leao, e conferma di non essere più troppo dipendente non solo dal totem Ibra, ma anche dall’architetto Calhanoglu entrambi in panchina per i loro acciacchi fisici. La vittoria sul Toro mantiene il Milan al comando e soprattutto rappresenta l’ennesima prova di maturità di una squadra che da crisalide ormai si è fatta farfalla, che propone il suo calcio a prescindere dagli interpreti. Pioli dopo il ko della Juve l’aveva detto: Leao sta crescendo, è un progetto di grande attaccante. Forse qualcosa di più di un progetto: ha potenza, velocità, scatto e due piedi musicali. Il gol con cui ha aperto la cassaforte della partita è il manifesto del suo grande mome nto, oltre che l’esaltazione del concetto di gruppo: percussione da giocatore di football americano di Hernandez, tocco soffice di Brahim Diaz per il taglio di Leao, che tiene a distanza Izzo e infila Sirigu sul primo palo. E la sensazione è che la partita sia già su un piano inclinato, dipende da che parte si guarda. Infatti, al 32’ Diaz viene atterrato in area da Belotti in ripiegamento, Maresca non vede ma viene convocato d’urgenza al Var e alla fine indica il dischetto: Kessie è più gelido della serata di tramontana milanese, 2-0 dopo 36’ e per Giampaolo il ritorno sul luogo del delitto è già una scalata del sesto grado. Il sussulto d’orgoglio arriva nel finale del primo tempo con uncalcio di punizione da manuale di Ricardo Rodriguez, ex dal dente abbastanza avvelenato, la traiettoria è sin troppo perfetta e muore sulla traversa, con Donnarumma che non ci sarebbe arrivato.

Inizio di ripresa molle per i rossoneri, che rischiano di pagarla subito: Tonali si perde Verdi e lo mette giù in area. Maresca concede il rigore, l’impressione è di un contatto fortuito tra i due, nuovo giro al Var e la decisione: fallo in attacco, Giampaolo e Cairo sono due maschere di ghiaccio. Tonali esce in barella, dentro Dalot e Calabria, coltellino milleusi, torna a centrocampo.

Pioli deve gestire la voglia matta di campo non solo di Ibra, che è in panchina e si scalda impaziente r alla fine gioca una decina di minuti per rodare la gamba, ma soprattutto di Hakan Calhanoglu, al quale regala mezz’ora anche per testare le sue condizioni fisiche dopo l’infortunio patito contro la Juventus. Giampaolo prova la terapia shock, con Murru a tutta fascia e soprattutto Zaza per Izzo, un cambio che parla di coraggio ma anche di disperazione. Qualcosa di vede, perchè il baricentro granata si alza di colpo e arriva qualche occasione sporca su mischie in area rossonera. Si chiude con un miracolo in controtempo di Donnarumma su tiro deviato. Dolce la notte di Stefano Pioli, che si è addormentato a più quattro sull’Inter, che oggi all’ora di pranzo sarà nella tana della Roma, una delle squadre più brillanti ed evolute di questa stagione. Resta negli occhi l’impressione di un gruppo che ha saputo metabolizzare la prima sconfitta stagionale come meglio non avrebbe potuto. Poco Toro, invece: troppo poco. —

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