Pennacchietti racconta i trainer di Sassuolo e Spal «De Zerbi e Marino uniti dalla stessa filosofia»
L’ex difensore biancazzurro ha giocato due anni con l’attuale tecnico neroverde nel Foggia guidato dall’allenatore spallino «La partita di giovedì in Coppa Italia sarà spettacolare, Roberto ha assorbito molto dal mister. E Mezzini è un grande»
ferrara. Marco Pennacchietti ha tanti validi motivi per assistere da spettatore più che interessato a Sassuolo-Spal di Coppa Italia: è stato tra i protagonisti di quella promozione in C1 del Foggia allenato da Pasquale Marino e trascinato in campo da Roberto De Zerbi, attuali allenatori dei biancazzurri e dei neroverdi. Inoltre, Pennacchietti porta la Spal nel cuore, dopo averne difeso i colori nella stagione 1998/99.
«In ufficio - dice dalla sua abitazione di Porto San Giorgio - ho la foto che ci ritrae dopo la vittoria della Coppa Italia». Pennacchietti faceva parte di quella Spal che Gianni De Biasi portò alla conquista della Coppa di serie C al termine della doppia finale contro il Gualdo. «E ancora non mi capacito - aggiunge Pennacchietti - di come in campionato non avessimo nemmeno raggiunto i play off, pur avendo una squadra fortissima».
Il solido difensore marchigiano giocò 11 partite, ma in Coppa Italia fu protagonista, sempre titolare comprese le due gare della finale. «Continuo a nutrire grande affetto per una città meravigliosa come Ferrara e per la Spal. La seguo e mi informo, ho amici qui di Porto San Giorgio che vivono e lavorano a Ferrara».
Pennacchietti oggi fa l'imprenditore, ha un'avviata azienda che opera nel settore della distribuzione automatica (caffè ed altro) ma il calcio resta una passione, ha allenato Sangiorgese e Civitanovese in Promozione anche se adesso si è preso una pausa: «Il calcio a livello dilettantistico è... particolare, diciamo così. Chi me lo fa fare di togliere tempo alla famiglia ed al lavoro?».
Però l'occhio resta attentamente puntato sulle realtà che lo interessano. Sassuolo-Spal significa De Zerbi-Marino, l'allievo contro il maestro.
Pennacchietti, lei li conosce benone entrambi...
«Non so se sia allievo contro maestro, queste sono un po' cose che porta via il vento. Però, sì, mi sento legato sia a Roberto che a mister Marino».
Lei e De Zerbi siete stati compagni di squadra dal 2002 al 2004 nel Foggia allenato da Pasquale Marino.
«Il mister era agli inizi, veniva da due promozioni di fila col Paternò ed approdò a Foggia portandoci subito in C1. Sapeva già molto bene cosa voleva fare, aveva personalità e idee chiare. Con lui ho vissuto due anni molto importanti. Era innovativo, portò il 3-4-3, facevamo tantissimi gol. Un calcio ultra offensivo, con i... poveri difensori come me che si trovavano sempre a dover giocare uno contro uno. Ma ci si divertiva, e si vinceva. Abbiamo fatto buone cose. E poi c'era anche Max».
Mezzini, storico vice di Marino.
«Infatti. È un grande, lo sento spesso, con lui avevo e ho mantenuto un ottimo rapporto. Tempo fa sono andato a salutare lui e il mister, è stato un bel momento con entrambi»
E De Zerbi com'era?
«Giocatore straordinario, c'entrava nulla con la serie C. Col sinistro faceva di quelle cose... Da altri non si vedevano».
Era il pupillo di Marino?
«Eh sì, proprio per la qualità che possedeva. Ma è sempre stato anche un bravissimo ragazzo. Sono contento per lui, per la carriera che ha fatto prima come giocatore e adesso da allenatore. È così preparato, ha una visione un passo avanti agli altri, trasmette ciò in cui crede».
Come allenatore è stato influenzato da Marino?
«Non so se il mister lo ha influenzato, di sicuro so che è stato importante per lui, che hanno un ottimo rapporto e che si sentono. Marino amava l'offensiva anche rischiando, aveva quell'idea di vincere segnando un gol più dell'avversario, e Roberto ha condiviso questa mentalità. Inoltre possiedono personalità, se devono dire una cosa la dicono, non spendono finte verità, e nel calcio è cosa rara».
Sassuolo-Spal appare squilibrata per valori, però tra turn over ed altro...
«Marino e De Zerbi hanno una filosofia e la applicano, che sia in allenamento, nella partitella del giovedì o nelle gare ufficiali. Quindi che sia Coppa o campionato, che giochi questo o quell'altro non conta: hanno lo stesso credo l'uno dell'altro, sarà una bella partita, aperta, tra squadre che giocano a calcio».
La Spal la conosce?
«Certo, l'ho vista giocare. Rosa importante, deve tornare in A. Anche se non è facile, quello di B è campionato tremendo, ora poi ci sono squadre con organici da serie A, anche se non serve prendere delle figurine, ciò che conta è la compattezza dello spogliatoio. La Spal è forte, si vede l'impronta dell'allenatore. Forse manca un attaccante con caratteristiche da prima punta, ma adesso sapranno cosa fare. Spero davvero che la Spal di Marino e Mezzini risalga in A». —
Paolo Negri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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