Magnani candidato per entrare nel consiglio federale
Il 31 gennaio si svolgeranno le elezioni per la presidenza Il ferrarese in lista per la quota tecnici «Competenze a disposizione»
ferrara. L’atletica di vertice ferrarese si può dire che in un passato non troppo lontano abbia guidato la nazione, con atleti e tecnici di assoluto livello che portavano in alto le bandiere del Cus Ferrara e della Nazionale. Fra loro Massimo Magnani, personaggio assai noto, con due olimpiadi all’attivo come atleta (1976-1980) ed una carriera da allenatore culminata nel quadriennio 2012-2016 con il ruolo di direttore tecnico della nazionale italiana.
Ora Magnani si è candidato alle prossime elezioni della Fidal (Alfio Giommi è il presidente uscente), in calendario il 31 gennaio e per lui potrebbe esserci dunque un ritorno ai massimi livelli istituzionali. Quella di Magnani è una candidatura come consigliere quota tecnici super partes non legata ad alcuno dei tre in lizza alla presidenza: Roberto Fabbricini, Vincenzo Parrinello e Stefano Mei.
l’origine
«In origine ho lavorato per creare un movimento che avesse come obiettivo ben preciso il rilancio e rinnovo dell’atletica italiana lavorando in sinergia con le società - dice Magnani -. Un movimento a suo modo innovativo perché sarebbe stato guidato da persone non immerse al 100% nel nostro mondo. Persone che avevano sì fatto sport, ma che poi si erano conquistati ruoli con altre professionalità, che sarebbero state utilissime per cambiare il nostro sistema».
«Purtroppo – prosegue – noi non promettevamo poltrone in cambio di voti, ma “solo” impegno e persone giuste al posto giusto e così per pochissimi voti il candidato presidente della nostra cordata non ha raggiunto il quorum necessario e la sua candidatura è sfumata. Così ho deciso di correre appunto in quota tecnici, un ruolo non politico, ma di campo, cosa cui sono più abituato».
«Credo di essere in grado di mettere a disposizione di tutti le mie competenze - continua Magnani -: quelle da tecnico di base e di vertice. Istituzionale e con federazioni ed organizzazioni straniere come World Athletics ed European Athletics. Delegato tecnico in manifestazioni di prestigio fino alla carica di direttore tecnico della federazione».
collaborazione
«Vorrei riuscire a lavorare, oltre che per la centralità e autonomia del settore tecnico e una più stretta collaborazione fra la struttura nazionale e quella territoriale, per la gestione dell’attività giovanile. Anche per il riconoscimento giuridico della figura del tecnico, tema non più rimandabile, perché è ormai tempo che la nostra figura professionale sia ufficialmente riconosciuta. Basti pensare che in tempo di Covid i ristori non competevano a questa figura e chi li ha presi lo ha fatto aggrappandosi ad elastiche interpretazioni dei decreti. Credo sia ora di farsi sentire». —
Dario Cavaliere
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