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Aretusi si considera a disposizione di Alberici «Attendo le decisioni, sono pronto a restare»

Alessandro Bassi
Aretusi si considera a disposizione di Alberici «Attendo le decisioni, sono pronto a restare»

Calcio dilettanti. Dopo il cambio della guardia alla presidenza regionale è il tempo delle consultazioni per la reggenza dei comitati provinciali 

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l’analisi

Quando, nell’antica Roma, cambiavano gli imperatori, ai governatori locali restavano generalmente due strade: partire gladio in pugno per diventare essi stessi imperatori, oppure attendere le decisioni del centro. Fermo restando che i tempi sono cambiati, e la strada da intraprendere ad armi bianche sguainate non è più praticabile, dopo le elezioni del nuovo presidente, per le delegazioni provinciali del Crer rimane solo da attendere.

Giovanni Aretusi, responsabile della delegazione ferrarese, alla domanda su qual è la situazione - dopo il cambio da Braiati ad Alberici alla presidenza del Crer - è sembrato decisamente sereno.

«Aspetto le decisioni del nuovo presidente Alberici. Con la massima tranquillità, serenità e, in fondo, fiducia. Le delegazioni provinciali hanno dei responsabili designati dal consiglio regionale per la durata di un anno. Adesso attendo le decisioni del presidente, che arriveranno a breve. Il 20 di gennaio devono essere trasmessi a Roma i nominativi dei delegati, e il presidente sta avviando una serie di incontri con le società a livello provinciale per capire i movimenti da fare e per le priorità. Ferrara avrà la sua assemblea il 19 e l’ultima sarà Modena. Poi sarà necessario stabilizzare l’organigramma».

Bene. Detto questo, che possibilità ci sono per una conferma? «Onestamente, non lo so. Io credo che sia possibile una mia riconferma, sulla base dell’attività degli scorsi anni. Un presidente appena eletto potrebbe anche pensare ad una riconferma dei delegati provinciali, che conoscono bene la situazione ed hanno bisogno solo di alcune nuove indicazioni sulla policy del movimento. Credo di avere un buon rapporto con le società e, almeno per il primo anno, una conferma mia e degli altri delegati sarebbe probabilmente la strada più rapida e sicura. D’altra parte, la situazione è decisamente complicata: credo che aspettare sia la cosa più logica, senza fare troppi ragionamenti a priori ed impegnandosi se saremo chiamati a rimanere in carica».

In effetti, una conferma potrebbe essere probabile: la delegazione svolge un’attività fondamentalmente organizzativa e non politica. E un’altra considerazione importante è il fatto che non è che ci siano legioni di alternative pronte a farsi carico di questa attività senza nemmeno una fase di affiancamento. Va detto che, fino a quando non riparte l’attività sportiva, ci sono comunque molti spazi di manovra, salvo rischiare di trovarsi impreparati in caso di ripartenza.

«Naturalmente - conclude Aretusi - abbiamo delle idee e c’erano programmi che si vorrà realizzare. Una volta sentite le società, e deciso come ripartire, si tratterà di pedalare. È chiaro che ci saranno moltissime e diverse modalità di intervento. Per esempio, una maggiore informatizzazione. Un esempio chiaro è la serie di incontri on line in videoconferenza. Si possono mantenere contatti con tutte le società, e sembra che la linea di intervento di Alberici vada in questa direzione; ma si possono seguire vie simili anche per le questioni puramente organizzative. Però è ovvio che ci siano interventi e soluzioni che vanno ragionate ed introdotte al momento giusto. Alla fine, io posso solo dire che mi considero a disposizione, mettendo anche le mie conoscenze. Poi, deciderà chi deve». —

Alessandro Bassi

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