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dopo ilcolpo col sassuolo 

Grande impresa ma adesso testa di nuovo al campionato

Paolo Negri

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ferrara. La strategia di mister Marino. L’interpretazione dei suoi uomini. La somma dei due fattori ha condotto alla grande impresa della Spal, capace di eliminare il Sassuolo, nella sua tana reggiana, negli ottavi di finale di Coppa Italia.

coraggio e tattica

L’allenatore l’altra sera ha proposto una squadra che per l’occasione è tornata all’assetto tattico di inizio stagione, quel 3-4-3 (modulabile in 3-4-2-1 con gli attaccanti esterni a stringere, alle spalle della punta centrale) che è stato dimostrazione di coraggio e di intelligenza.

Marino ha trasmesso un messaggio: nessuna paura del pur talentuoso e qualitativo Sassuolo, affrontato con tre uomini offensivi (quattro se consideriamo l’attitudine naturale di D’Alessandro). E quando è ben presto uscito Di Francesco, per un infortunio muscolare, il tecnico non ha optato per una scelta conservativa ma ha immesso il giovane Seck, attaccante puro. Mossa che ha premiato, visto ciò che si è inventato il leoncino della Teranga sull’azione che ha propiziato il gol del vantaggio di Missiroli.

Inoltre, con quello schieramento la Spal ha avuto due uomini su ogni fascia (Dickmann e Brignola a destra, D’Alessandro e Di Francesco/Seck a sinistra) a fronteggiare le due coppie (Muldur/Oddei e Rogerio/Boga) neroverdi. Nessuna inferiorità, la capacità di pungere e parità numerica anche in mezzo, in mediana. A creare problemi lì - tra le linee - è stato il trequartista locale Djuricic, che spesso trovava spazi, ma la follia commessa dalserbo ad inizio ripresa -con conseguente espulsione - ha sparigliato le carte. Bravissima la Spal, però, a colpire prima che il Sassuolo si riorganizzasse. Un uno-due micidiale, prova di lucidità, perfetta lettura, concretezza. Qualificazione sacrosanta.

aspettando madama

Ora la Juventus nei quarti di finale, il 27 a Torino. L’ultima di Coppa contro i bianconeri risale al 1973, ma era la fase a gironi, si giocava a Ferrara e finì...0-5 (doppio Cuccureddu e tripletta di Pietruzzu Anastasi). Allo Stadium sarà altra musica, si auspica. Prima, la Spal deve pensare al campionato. A riportare velocemente la testa agli impegni della serie B, lasciando un attimo da parte le bollicine di Coppa. Dal lustro alla sostanza: la cadetteria è la priorità.

L’andata va a chiudersi lunedì notte al “Mazza” contro la Reggiana, e poi domenica (sempre alle 21) a Cremona. Ilgiro di boa, una fase cruciale. Per questo vanno recuperate energie mentali, fisiche, psicologiche. Della Coppa va conservata e valorizzata la carica di entusiasmo che ha garantito l’impresa col Sassuolo (la Spal è l’unica intrusa alla tavola delle grandi).

Bisogna vincere. Ancora. Battere la Reggiana significherebbe molto. Non sarà facile. I granata daranno battaglia per uscire dalle secche, e conteranno su tre o quattro rinforzi di mercato. Ma questa Spal non può guardare in faccia a nessuno. Ha la sua storia da scrivere. —

Paolo Negri

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