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Il Maestro stavolta è Conte L’Inter passeggia sulla Juve

Guido Fiorini

Il tecnico leccese la vince in mezzo, Pirlo tarda a cambiare volto alla sua squadra. A segno Vidal e Barella

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Guido Fiorini

Doveva essere la grande occasione per la Juventus per risalire in classifica, è stata la partita dell’Inter. Che ha dominato a lungo, prendendo in mano il centrocampo con Brozovic e Barella, monumentali contro un Rabiot a tratti imbarazzante e un Bentancur più impreciso del solito. Doveva essere la sera di Lukaku e Ronaldo, ma i due grandi attaccanti fanno poco, limitati dalle ruvide difese avversarie.

Conte, alla sua prima vittoria contro la Juve, per una volta, non sbaglia una mossa. Mente Pirlo preferisce i muscoli alla fantasia, tardando a cambiare volto alla squadra. Il 2-0 alla fine sta quasi stretto all’Inter, che sbaglia alcune occasioni propizie, mentre la Juventus ha poco da recriminare, se non sulle tante assenze. Il campionato è ancora lungo, ma le gerarchie iniziano a delinearsi. E la Juventus farà fatica a rientrare.

Giocano i titolari, almeno quelli disponibili, in entrambe le squadre. Conte conferma l'ex Vidal in mediana con Brozovic e Barella, a sinistra c'è Young, a destra Hakimi. In avanti ecco la coppia Lukaku-Lautaro, in difesa c'è il solito trio composto da Skriniar, De Vrij e Bastoni. Dall’altra parte Andrea Pirlo senza uomini importanti (de Ligt, Cuadrado, Alex Sandro) recupera Chiesa e lo lancia dal 1', con Ramsey sull'altro lato e in mezzo Bentancur e Rabiot. In difesa saranno Danilo, Bonucci, Chiellini e Frabotta a reggere l’urto delle punte nerazzurre.

L’Inter passa quasi subito, dopo una rete annullata a Ronaldo per fuorigioco di Chiesa (netto). Barella crossa da destra, il cileno brucia Danilo e batte Szczesny (13’). Morbida la difesa bianconera.

La gara è tattica, l’Inter, anche per il vantaggio, aspetta e riparte. La Juventus tiene palla, ma senza grandi invenzioni e giocando molto per linee laterali. A impostare è Bonucci da dietro e a concludere ci prova solo due volte Ronaldo, ma da fuori. Così ad avere l’occasione del 2-0 è l’Inter, prima con Lautaro che sbaglia sulla ribattuta di Szczesny (24’) e poi con Lukaku che da buona posizione non trova la potenza (35’). Meglio l’Inter nella prima frazione: la squadra di Conte se ha un difetto è solo quello di non aver chiuso con più di una rete di scarto.

Nessun cambio a inizio ripresa, anche se nell’intervallo Mc Kennie e Kulusevski si scaldano con intensità, forse domandandosi come mai sono ancora fuori. Così la Juve gioca ancora al rallentatore e l’Inter raddoppia. Lancio incredibile di Bastoni quasi dalla sua area per Barella che controlla bene e solo davanti a Szczesny fa 2-0 (51’). Così Pirlo si decide a cambiare, per tentare di dare una scossa a una squadra che non riesce a reagire: fuori Frabotta (lieve infortunio), Ramsey e Rabiot, dentro Bernardeschi, Mc Kennie e Kulusevski (58’). È una Juventus a trazione anteriore, più ampia e profonda. I bianconeri pressano, provano ad alzare il baricentro, ma la difesa nerazzurra controlla bene. E fa ripartire il contropiede.

I minuti passano e la Juventus non riesce a cambiare passo, a mettere in campo quella rabbia che dovrebbe avere una grande squadra che è sotto di due reti. Anzi, continua a sbagliare anche tocchi facili. L’Inter ringrazia e controlla senza andare mai in affanno. Nel finale c’è solo una parata di Handanovic su Chiesa (87’), ma è tardi. —

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