Hasbrouck la luce della Top Secret Roderick il big della prima fase
Marco Nagliati
ferrara. La serie A2 è un buon posto per esprimere basket. Merito delle norme, che favoriscono un ritorno al passato quando il tiro da tre era un’opzione e non la regola; così come difesa e manovra corale erano un dogma. Gioco in post e coinvolgimento dei pivot. Nucleo di italiani che danno senso di identità. Due soli stranieri, scelti per fare la differenza e quindi tendenzialmente di qualità. Contrariamente alle massime leghe dove è tutto un gran guazzabuglio di etnie. Logico che “costruire” pallacanestro, in quelle condizioni, sia arduo. Nella seconda serie nazionale, si diceva, si può invece riassaporare l’essenza. Il girone d’andata è al termine, c’è materiale per scrutare cos’ha detto la prima parte di stagione in termini di statunitensi. In attesa dell’impatto totale di Fletcher (di recente a Pistoia) e di Mayo (a lungo ko).
t-rod al top
Gran parte dei team hanno inseguito soprattutto esperienza. Alcuni, dovendo fare i conti col budget, si sono rivolti ai giovani. Azzardando. Ma questo non è un campionato per i ragazzi a stelle e strisce. Il migliore della prima fase è un ragazzetto di 32 anni che ha trovato in coach Dell’Agnello il suo maestro. Terrence Roderick dopo l’annata a Ferrara (2016/2017) pareva perso per questo sport. Invece Dell’Agnello l’ha voluto a Bergamo e ora a Forlì. T-Rod è dominante. Mentalmente, mostrando finalmente di avere raggiunto la piena maturità. In controllo. È prima punta e sponda, difensore e rimbalzista. Spettacolare e concreto. Viaggia a 17.1 punti, 7.8 rimbalzi, 4.1 assist e 5.8 falli subiti. Al suo fianco l’Unieuro ha confermato Erik Rush, altro ragazzo che ha indossato i colori estensi. Uomo squadra se ce n’è uno: rifugge la vetrina, gioca tosto dietro le linee. Ora ha anche migliorato il tiro da tre, che prima era una via crucis. Conservando intatta l’energia fulminante nell’attaccare il canestro a campo aperto. Il terzo mammasantissima è Charles Thomas, un dioscuro che ha fisico completato da mani educate. In categoria fa quello che vuole. Se lo marca un lungo si apre e colpisce dalla distanza, se ha di fronte un esterno va sotto e lo asfalta. Esibisce 18.8 punti a match, conditi da 6.9 rebounds. Le ambizioni di Scafati gravano sulle sue spalle.
le conferme
Il 27enne Steve Taylor ha trovato nel Lazio la comfort zone. Era a Roma (Eurobasket) ora è di Rieti. Poca poesia e molta prosa. Piedi veloci e una verticalità impressionante. Se riceve palla spalle a canestro è una sentenza (14.2 punti di media e 9.9 rimbalzi). Apparentemente imperturbabile, ma una vera roccia, è il pistoiese DeShawn Sims sul quale domenica ha sbattuto anche la Top Secret. Viaggia sempre tra le pieghe del match, senza regalare alla platea. Non lo vedi, poi alla fine lo scout racconta di punti e rimbalzi in doppia cifra. È alla sua sesta annata italiana, sa come usare gomiti e fisico. Cerca di seguire le stesse orme Jamal Olasewere (Eurobasket Roma). Un pivot 29enne che va più di adrenalina che di tecnica, talvolta disordinato. Ma la crescita sui fondamentali è stata frenata in passato da due gravi infortuni al ginocchio. A conti fatti, l’unica vera sorpresa della stagione è il 24enne Roberto Gallinat dell’Eurobasket. Atteso domenica a Ferrara. Papà attore (presente Fast and Furious?), lui guardia che cerca aria fresca appena vede un centimetro di vantaggio. Non è un colosso, quindi soffre un po’ le retroguardie fisiche. Discreto tiro, molto coraggio. Spavaldo. È stato mvp in Danimarca. Poi ci sono i “nostri”, condizionati da guai fisici. Hasbrouck talvolta va in modalità autogestione, però quando conta inizia a ritrovare la mira. E in difesa non arretra. Pacher sarà una garanzia, in attacco già ha fatto vedere un buon repertorio. Può fare molto di più in fase di non possesso. —
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