Riga e a capo: col Monza per provare a dimostrare che collettivo e identità contano più delle figurine
Dopo il ko (meno negativo di quanto dica il 4-0) in Coppa con la Juve adesso la Spal si concentra sul big match di campionato
l’analisi
La Spal mercoledì sera in Coppa Italia a Torino ha giocato a calcio più e meglio della Juventus, per larghi tratti del primo tempo. Si sono viste idee, personalità, movimento, pressing alto, individualità (l'ottimo Sernicola e lo sfacciato Seck su tutti).
assetto e andamento
Da più parti si parla di modulo 3-4-2-1 ma la cosa ci sembra inesatta. La Spal ha giocato con tre punte, quindi era 3-4-3, poco importa che gli attaccanti esterni stringessero: ciò è naturale nella tipologia del calcio di mister Marino. Il tourbillon offensivo è stato costante, con cambi di posizioni ed incroci. Se poi si valuta il sistema per la disposizione in fase prettamente difensiva, allora lì diventava 5-4-1.
La Spal nonostante la sua brillantezza di fondo, nel primo tempo è andata sotto 2-0 ed ha sostanzialmente perso lì la partita, per alcuni fattori specifici: la strapotenza fisica della Juventus; un rigore ingenuo/evitabile/fasullo/aVARiato che ha indirizzato la gara; errori individuali in uscita ed in copertura che sono stati fatali; difficoltà sul proprio settore di centro-destra (Okoli-Dickmann); la differenza di passo nella zona centrale del campo.
Duole non tanto l'eliminazione quanto la proporzione (4-0) del punteggio, che può far pensare chissà cosa. Errato. Inoltre, Marino è diecimila volte più allenatore di Pirlo, anche se a volte basta il look per esserecatapultati subito al vertice senza esseremai stati “a bottega”.
Comunque: riga e a capo.
nuovo capitolo
Ora lo scenario è un altro, più importante ed infinitamente più difficile. Trattasi del campionato. Dopodomani al "Mazza" lo scontro diretto con il Monza. Snodo forse non cruciale ma di evidente impatto. Da affrontare con qualche scoria: coperta corta (se non viene rimboccata in queste ore) soprattutto nel mezzo e per l'assenza dell'auspicato rinforzo offensivo, e forse un po' di stanchezza: la Spal ha giocato domenica e mercoledì, il Monza solo lunedì. Potrebbe incidere. Come il fatto che i brianzoli si presenteranno con gli ultimi acquisti di mercato: D’Alessandro proveniente dalla Spal, e Diaw soffiato alla Spal. Beffardo. Al contempo, i biancazzurri saranno senza tutti quelli che hanno salutato, senza quelli che potranno salutare, senza un nuovo (Tumminello, in fase di ricondizionamento) e con l’altro (Mora, in recupero dalla gastroenterite) da verificare.
lo spirito
Quindi? Quindi un apparente squilibrio di forze che la Spal dovrà contraddire puntando su gioco, identità, orgoglio, capacità di dimostrare che un collettivo coeso, con buone qualità, consapevolezza del percorso compiuto e degli obiettivi che si possono raggiungere, può venire a a capo di una pur prestigiosa collezione di figurine.
Mister Marino e la sua truppa hanno i mezzi per sopperire alle contingenti problematiche del momento e sublimare quanto di buono fatto finora.
Sperando anche che San Giorgio (non il patrono, bensì il d.s. Zamuner) uccida il drago del mercato e porti miracolosamente in tempo una o due pedine che possano supportare gli sforzi, lerisorse ed i meriti dello staff tecnico e dell’organico. —
Paolo Negri
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