Tra rimonte ed amnesie
E’ nata una rivalità sportiva. Di quelle che spuntano dal grembo di una stagione. Non perché sono storia. Ecco, quest’anno tra Kleb Ferrara e Napoli Basket è emersa questa cosa qua, questo annusarsi da capo branco che mal sopportano la presenza di un pari ruolo. I primi sentori il 16 dicembre scorso, con quella folle rimonta estense. La conferma mercoledì sera al PalaBarbuto con i partenopei feroci fino all’ultimo pur avanti di quasi trenta punti. Volevano umiliare la Top Secret e sul parquet i giovani non hanno messo piede. Nemmeno in un garbage time lungo almeno 10’. Poi sì, tra coach c’è stata pure qualche scaramuccia che raccontiamo sotto, ma nulla di epocale e di censurabile.
Napoli aveva il dente avvelenato dopo l’andata a Ferrara. Comandava di 14 punti al 34’34”, match in pugno. Invece si rilassò e il Kleb con un 17-0 di lucida follia ribaltò e vinse. Fu la serata irripetibile di Panni: 19 punti in 5’ con 3/3 da tre, 1/1 da due e 8/8 ai liberi. GeVi scossa. Nera. Arrabbiata più con se stessa. Fatto sta che una delle squadre più accreditate del girone ha dovuto segnarsi sul taccuino che anche Ferrara (oltre a Forlì e Scafati) era invitata al poker. Covava vendetta e l’altro giorno l’ha ottenuta (91-63). Più riposato, più determinato e financo con organico migliore, Napoli ha spazzato via il Kleb. La squadra campana ha avuto anche il miglior Mayo della stagione, che dopo lunghi guai fisici sta riprendendosi la scena. Lui, il forlivese Roderick e lo scafatese Thomas si candidano al ruolo di mvp del campionato. Per ora l’alterno Hasbrouck osserva a ruota.
In un contesto così, la Top Secret stavolta non aveva le armi per contrapporre un’adeguata contraerea. Napoli fisico e spavaldo, estensi lenti e scollati. Stanchi mentalmente. Nel finale ne è uscita una partitura nervosa, con falli più duri del lecito. Qualche sguardo di superiorità da una parte, un paio di momenti di trash talking. Tutto dentro un contesto di basket ruvido e accettabile. Paradossalmente questo crollo non dovrà preoccupare il Kleb: svagato e morbido. Non la solita squadra. Dopo 15’ il sipario era già calato. Amnesie, palle perse, reattività relativa. Una squadra era travolgente e voleva esserlo, l’altra non era pronta. Stavolta. Ci sarà tempo per scrivere un terzo atto differente. —
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