Le azzurre si stringono attorno a Goggia: ai Mondiali gareggeremo per Sofia
ROMA. Doveva essere l'ultima gara prima dei Mondiali, quella per lanciarsi nell'avventura iridata di Cortina. Ma a Garmisch il clima è da day after: Sofia Goggia non c'è, fermata dalla assurda caduta di domenica sulla pista tedesca, invasa dalla nebbia. Per l'olimpionica è il momento della frustrazione, perché l'infortunio la tiene fuori dai mondiali di casa, lei che con quattro vittorie in discesa era la favorita sulla gara regina. Ma tutto il circo bianco si stringe intorno a Sofi, che ha seguito in tv il superg rinviato e vinto dalla solita Lara Gut Berhami (il quarto).
La prima è l'amica di sempre Michela Moioli, olimpionica dello snowboard: a unirle Bergamo, l'amore per la neve.
Si allenano insieme e insieme hanno sostenuto da testimonial la candidatura vinta delle Olimpiadi di Milano-Cortina.
«Amica mia, anche quest'anno la sfortuna ha voluto mettere il suo zampino nella tua stagione. Non ci voleva - il messaggio dell'azzurra, che ammette di averla sentita non di umore al top - So che presto tornerai lì con il casco dorato, il profilo di Bergamo disegnato dietro, e il tuo sguardo di quando sai che non ce n'è per nessuna! Sei destinata a grande cose Sofi. Ce la farai anche questa volta».
Un messaggio che a Goggia, in ospedale dove domenica le è stata diagnosticata la frattura al ginocchio destro e dove ha scelto di farsi operare per rimuovere una vecchia placca al braccio, non è sfuggito: tanto da proporlo in una sua storia su Instagram. Placca tolta e oggi ritorno a casa per far guarire la frattura al ginocchio.
A Garmisch, la prima gara senza Sofia Goggia, l'Italia raccoglie comunque il peggior risultato stagionale in questa disciplina: la migliore è Federica Brignone, settima. «Ho avuto problemi già al cancellato di partenza. Credo di essermi piantata sulle code» le parole dell'azzurra. Poi ci sono Francesca Marsaglia nona e Marta Bassino decima. È chiaro che le azzurre non stanno vivendo ore particolarmente entusiasmanti. E l'assenza della loro grande compagna pesa. —
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