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I TRE “CANDIDATI” 

Carletto l’amico di tutti Max il gestore del gruppo Gasp, la tattica del futuro

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Carletto, forse, sarebbe il più pronto. E non solo per i suoi 62 anni che lo rendono un allenatore maturo, ma perchè l’aria della Nazionale, così diversa da quella di un club, l’ha già respirata a pieni polmoni al fianco di Arrigo Sacchi, non certo uno qualsiasi. Ancelotti unisce la bonomia amichevole tipica della Padana emiliana (è di Reggiolo) alla grande preparazione tecnico-tattica. Ma soprattutto è un grande gestore di uomini, uno che sa ciome farsi voler bene. Mica poco, sulla panchina più prestigiosa ma anche più scivolosa del nostro calcio, dove sei costantemente sotto la lente doi osservazione di 50 milioni di commissari tecnici. E Max Allegri? Beh, lui probabilmente non avrebbe la fregola di allenare un club a tutti i costi, perchè è uno che sa godersi la vita e dunque anche un impegno non quotidiano come quello azzurro magari non gli dispiacerebbe. Ma è improbabile che il tecnico livornese stia fermo ancora due stagioni, in attesa che si liberi la casella di Coverciano. E poi c’è il Gasp, che a livello tecnico sarebbe la scommessa più intrigante. Il maghetto di Grugliasco ha saputo plasmare dal nulla una creatura come l’Atalanta che gioca bene come pochissime altre in Europa. L’aggressione, l’uno contro uno come scelta filosofica, la grandissima facilità ad andare in rete sarebbero una degna e quasi naturale prosecuzione del lavoro di Roberto Mancini, che ha fatto del possesso palla, del dominio della partita il suo tratto distintivo. Magari il Gasp, dovesse finire la sua storia atalantina, sarebbe il profilo giusto. —

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