Novellino e il suo pupillo: «Ferrara è il posto giusto per esaltare Asencio Lui ha tutto per imporsi»
Il mentore. L’esperto allenatore ha guidato la punta nell’Avellino e ribadisce l’opinione estremamente lusinghiera che ha del ragazzo
l’intervista
Walter Novellino è una figura storica nel mondo del pallone. Se da un lato il suo ricordo massimo nei panni del calciatore viene riferito allo “scudetto della stella” conquistato col Milan nel 78/79, da allenatore in molti sottolineano un’esperienza assai invidiabile: vissuta da Novellino in 14 piazze differenti, tra cui quella di Avellino con la conoscenza, la scoperta e il lancio del giovane Raul Asencio che nella stagione 2017/2018 - sotto la fiducia del tecnico - ha collezionato 32 presenze, realizzando 6 gol per gli irpini. Lo stesso Novellino tempo fa aveva paragonato il talento del nuovo attaccante biancazzurro a quello di Tomas Skuhravy, bomber ceco che a inizio anni ’90 faceva impazzire i tifosi del Genoa.
Mister, cos’ha pensato quando ha visto l’ufficialità del suo ex pupillo alla Spal?
«Che Ferrara è il posto giusto per lui. Stiamo parlando di una grande città, di una grande piazza con una società e un allenatore che penso possano esaltare le doti di Asencio. Diciamo che ci sono assolutamente tutte le condizioni per potersi esprimere al meglio».
Ce lo descriva…
«È un bravissimo ragazzo, molto attento e scrupoloso nel lavoro. In campo è cattivo, determinato, la sua forza è il colpo di testa, ma ho sempre apprezzato l’utilità nel dare i tempi alla squadra. E quando l’ho allenato era davvero molto giovane. Nel tempo ci siamo anche sentiti un paio di volte».
Sarà pronto mentalmente per la lotta verso la serie A?
«Sicuramente. Lui ha tantissimo da dare sotto l’aspetto emotivo e dell’entusiasmo. La Spal è una squadra che punta a vincere e sono convinto che arriverà carico e con grandi motivazioni».
Lei ha sempre pensato che Asencio prima o poi avrebbe giocato in pianta stabile nel massimo campionato…
«Sì, lo confermo. A me questo ragazzo ha impressionato sin dal primo giorno in cui l’ho conosciuto. Non parlava mai, pensava solo al lavoro e agli obiettivi. Ad Avellino c’erano totem come Ardemagni e Castaldo ma non ho fatto altro che metterlo in campo e si è ritagliato uno spazio importante. Se dovessi dargli un consiglio per quest’esperienza gli direi soltanto di essere se stesso perché ha davvero tutto per far bene. Compreso l’allenatore, Marino è uno bravo».
In cosa deve migliorare?
«Caratterialmente quando le cose non vanno bene si butta un po’ giù. Diciamo che in quel caso occorre dargli una carezza o una pacca sulle spalle per confortarlo».
Che idea si è fatto del reparto d’attacco spallino?
«Sono tutti giocatori forti. Penso al professionista che è Floccari e al lavoro che fa per la squadra. Di Francesco è rapido, molto svelto e sicuramente si accoppierebbe bene con una prima punta come Asencio».
Infine, un’opinione sul campionato cadetto?
«Non vedo Empoli e Monza superiori alle altre. Anche la Spal è costruita per andare su e merita gli elogi per quello che sta facendo. Ovviamente è un’annata anomala per tutti, si gioca spesso, in maniera ravvicinata, c’è sempre l’incognita Covid, ma devo dire che sarà interessante vedere come andrà finire questo torneo visto il traffico nei piani alti». —
Alessio Duatti
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