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La Top Secret ha smarrito il sentiero vincente Ora va ritrovata la rotta

Marco Nagliati
La Top Secret ha smarrito il sentiero vincente Ora va ritrovata la rotta

Squadra subito in palestra dopo la debacle con la Stella Azzurra Domenica a Rieti, l’unica altra squadra battuta dal fanalino di coda 

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l’analisi

Marco Nagliati

Mentre tratta col presidente Francesco D’Auria l’estensione annuale di un contratto comunque non in scadenza a fine stagione, coach Spiro Leka attraversa forse il momento più difficile della sua avventura alla guida tecnica del Kleb. Mercoledì a Veroli contro l’ultima in classifica - la Stella Azzurra - è stata incassata la terza sconfitta consecutiva e chissà perché s’è deciso di anticipare il match dopo il dispendioso fine gennaio (tra big match con Napoli e Forlì), piuttosto che rinviarlo a marzo come hanno fatto altri club a fronte di giocatori impegnati con le nazionali. La Top Secret è sembrata stanca di testa, eppure ha scelto di inserire subito questo viaggio ben sapendo, tra l’altro, che domenica avrà davanti un’altra lunga trasferta (Rieti); poi mercoledì 10 a Ferrara salirà Scafati. A tour de force si aggiungono fatiche e s’è capito che alcuni giocatori (vedi Hasbrouck) faticano a reggere tante sfide ravvicinate. Almeno per ora.

Certo, il crollo inatteso con la cenerentola romana (prima di affrontare gli estensi dodici perse su tredici gare) non si giustifica solo con le tossine accumulate. L’inciampo di Veroli è il quarto su cinque uscite. Il Kleb è caduto a Pistoia, Napoli, con la Stella e in casa con Forlì. Ha piegato, lottando e soffrendo, l’Eurobasket. Non è il periodo migliore per i biancazzurri. L’altra sera ha impressionato il linguaggio del corpo dei giocatori: apparsi svuotati, lenti. Senza guizzi né idee. Non si spiega altrimenti l’incomprensibile ricorso sistematico ai tiri da tre: addirittura 34. Non è da Top Secret. Nel senso che la squadra ha sempre saputo bilanciare gioco interno ed esterno, circolazione di palla e appoggio in post. Se vai solo alla conclusione da fuori, senza “aggredire” il ferro e neppure puntare a colpire i punti deboli avversari, significa essere spenti. Con l’aggravante che il mirino dei biancazzurri sovente è appannato: con la Stella Azzurra 6 centri su 34. Ovvero un misero 17,6%. Per non parlare dei liberi: 8/18. Un 44% non è per un team di professionisti. Ancora? Tredici palle perse e una batosta a rimbalzo: 25 Ferrara, 40 i laziali. Sono le cifre di un disastro, contro l’ultima e che ha presentato una zona abbastanza scolastica. Solo a tratti la Top Secret l’ha attaccata servendo in post alto Pacher o Baldassarre, cercando spazi - che ha pure trovato - per appoggi comodi a canestro.

È durata poco questa lucidità. Perché tra palloni smarriti in maniera gratuita, conclusioni da fuori storte (Hasbrouck con la mano gelida: 2/11) e una certa mollezza globale il Kleb ha reso tutto facile agli avversari. Del resto, la deficitaria percentuale dalla lunetta e la battaglia aerea ceduta senza troppa resistenza, sono indicatori evidenti di come la concentrazione non albergasse in casa estense. «Se non entra il tiro da fuori non dobbiamo intestardirci da tre, servono altre vie» disse Leka dopo il crollo di Napoli. A Veroli è accaduta la stessa cosa, con l’aggravante che - almeno - i partenopei sono un top team.

Il Kleb, invece, fa intendere che già strappare la terza posizione a fine stagione regolare non sarà agevole. Epperò possibile, perché il cammino è lungo e le potenzialità rimangono. Non sarà un periodo storto a ridisegnare ambizioni e compromettere valori, certo è tempo di reagire. Giovani compresi. Domenica Top Secret attesa dall’insidiosissima gara di Rieti, team spinoso e battagliero. Curiosità: si tratta dell’unica altra squadra che finora ha perso con la Stella Azzurra. Mal comune... —

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