Petrovic e il posto giusto «In casa Tramec minuti e responsabilità»
Il lungo della squadra centese sta trovando la propria dimensione E con la crescita di Berti può principalmente giocare da ala
l’intervista
Finalmente una settimana di lavoro normale per la Tramec, con partita però anticipata al sabato. Ma è vietato illudersi che tutto sia tornato alla normalità: il secondo tour de force con un febbraio altrettanto fitto di impegni è ormai alle porte. Con due partite costanti a settimana. Domani trasferta a Roma, mercoledì a Veroli contro la Stella Azzurra. Seguiranno Napoli, Latina, San Severo... In generale sette partite in ventidue giorni. L’ala serba Danilo Petrovic coglie l’occasione per fare il punto di questi primi mesi in biancorosso a Cento.
«Mi trovo bene, le cose stanno funzionando - racconta Petrovic -: la società è sana, l’ambiente buono. Questo per me è un anno importante e l’ho già detto tante altre volte: più minuti in campo, grande responsabilità, maggiore esperienza. Non mi posso lamentare. Giocare era uno degli obiettivi che mi ero prefissato alla vigilia del campionato».
Petrovic è notevolmente cresciuto; parte sempre in quintetto, tanti i minuti in campo. Da “quattro”, suo vero ruolo, le cose migliori. Il tiro da tre dall’angolo, ormai conosciuto da tutte le difese che provano di adeguarsi, il suo punto di forza. Ora che Berti è diventato affidabile come vice Sherrod, Petrovic viene sacrificato di meno come pivot. Nelle ultime uscite ha dato pure segnali di crescita nel gioco in velocità, cosa non scontata per un 207 cm. È ambizioso, all’inizio della sua avventura centese disse di voler diventare uno dei migliori under del campionato. Ora però c’è poco tempo per pensarci: «Io sono un’ala, quello è il mio vero ruolo - continua Danilo -: poi se il coach mi dice di fare il “5” lo faccio, gioco anche 6 o 7 se serve. A Montegranaro ho imparato a giocare da pivot, mi sono fatto un’idea di come funziona: conta molto la fisicità. Come giocatore voglio migliorare ancora, la prossima estate quando tornerò in Serbia lavorerò sul palleggio, sui movimenti fronte canestro ma anche spalle a canestro. Sul fatto del miglior under non deve diventare una fissazione, non ci penso, anche perché non c’è tempo per pensare a niente: si gioca sempre anche più volte a settimana. Quasi come in Nba».
«C’è giusto il tempo per pensare al prossimo avversario e concentrarsi su quello. Appena finisce una partita bisogna pensare subito e solo a quella dopo e basta».
Domani la Tramec torna in campo a Roma sul parquet all’Eurobasket, forse la squadra rivelazione del girone di andata. Gioca una bella pallacanestro ed è meritatamente a ridosso delle big. A Cento ha vinto comandando per tutta la partita: «È stata la squadra che ci ha segnato più canestri - ricorda Petrovic -; c’è anche da dire che noi abbiamo giocato proprio male, difendendo poco. Tutto nasce dalla difesa, l’attacco poi viene da sé. Fu una giornata no. Sarà una partita difficile perché loro sono una buona squadra, però niente è impossibile. Andiamo con fiducia, per puntare a vincere. Andiamo sempre in campo per vincere, contro tutti. Siamo una buona squadra, non molliamo mai, contro nessuno. Non mi sorprende la nostra classifica, siamo giovani è vero, ma alla fine non ci mancano i giocatori esperti di questo campionato».
La trasferta romana inizia per la Tramec oggi pomeriggio con il viaggio in pullman. Domattina rifinitura in palestra a Roma. Alle 18 la partita contro l’Eurobasket. E chissà, tutto può succedere. —
Simone Gagliardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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