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E se scoccasse l’ora di Moro? La Spal riflette

Paolo Negri
E se scoccasse l’ora di Moro? La Spal riflette

Dopo Seck può essere il “9” ad avere una chance dall’inizio Con Monza e Cosenza è entrato molto bene, sfiorando il gol

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Paolo Negri

ferrara. Tra Luca Mora e... Luca Moro c’è una vocale di differenza. Anzi, c’è anche un gol: uno lo ha segnato, l’altro no. O meglio: glielo hanno annullato. Beffardamente, ingiustamente, scandalosamente. E sarebbe stata una rete importantissima, super-pesante, sinonimo di vittoria (a Cosenza) e di conseguente solitario secondo posto in classifica per la Spal. Il piazzamento che significa promozione diretta in serie A.

profilo e percorso

Moro (quello con la o finale) ha 20 anni – compiuti da un paio di settimane – e di professione fa il centravanti. Ha stazza (quasi 1.90) epperò possiede mobilità. Sa proteggere il pallone, sa far salire la squadra, sa segnare (2 gol in 3 gare con la Primavera). Mister Marino, uno che non ha paura di lanciare un giovane (se è bravo e se lo merita) lo ha da tempo immerso nel bagno della prima squadra. Cinque panchine più altre cinque occasioni in cui è entrato. Mai in contesti banali, mai solo per fare figura, indipendentemente dal minutaggio. Dall’esordio contro il Vicenza, per l’assalto finale alla ricerca della prima vittoria stagionale (ottenuta) fino agli ultimi recentissimi ingressi contro Monza e Cosenza (passando dalle precedenti occasioni con Reggina e Salernitana). Moro è una pedina su cui Marino conta e fa affidamento. E il ragazzo ha dimostrato di possedere la personalità e la maturità che gli consentono di avere immediato impatto sulle partite.

il fiuto

Contro il Monza gli si è presentata la chance finale per segnare la rete del successo: esecuzione imperfetta ma presenza giusta al punto giusto al momento giusto. Un attaccante vero lo si annusa anche da questi dettagli, che poi tanto semplici dettagli non sono.

Moro non ha trovato il gol, per le statistiche. Epperò non è corretto affermare che non ha segnato. Lo ha fatto eccome. Sabato, a Cosenza. Un centro da attaccante vero (rieccoci, siamo tornati al punto), trovatosi lì dove doveva trovarsi, fiutando il pallone respinto da Falcone sulla conclusione di Strefezza. Timing e battuta vincente. Gol. 2-1 per la Spal. Vittoria e secondo posto. Invece no. L’improvvido alzarsi di una bandierina che mai avrebbe dovuto garrire al vento ha castrato un doppio sogno: quello della Spal e quello di Moro. Che ci ha pure riprovato, sbattendo sulla decisiva opposizione dell’ottimo Falcone.

il quesito

Se, al di là della legittima frustrazione singola e collettiva, ciò che conta è l’intenzione, il contenuto, l’esserci, adesso il nocciolo è duplice.

1) riprovarci

2) può scoccare l’ora di Moro? Dall’inizio, intendiamo.

La risposta a quest’ultimo interrogativo è nelle valutazioni di mister Marino.

Si gioca già domani, al “Mazza”, contro il Pordenone. Gara da vincere. L’emergenza in attacco sussisterà ancora. Tumminello non è pronto per giocare dall’inizio. Floccari e Di Francesco, se recuperati (la rifinitura odierna farà chiarezza) non dovrebbero però essere in grado di cominciare la gara, se non altro per una questione di prudenza. Asencio sarà disponibile da sabato contro l’Empoli. E allora, le forze da buttare subito nella mischia saranno quelle di Paloschi, Seck e appunto Moro.

Nella logica del turn over Paloschi (in campo 90 minuti sabato a Cosenza) potrebbe rifiatare. Ma un’accoppiata offensiva formato Primavera (Moro-Seck, i titolari di mister Scurto all’inizio della splendida camminata giovanile) difficilmente può essere proposta in B per un match di tale rilevanza. E allora, dopo aver lanciato Seck (avendone belle e convincenti risposte), Marino potrebbe promuovere il debutto dal 1’ di Moro?

valutazioni

Potrebbe. Per un tandem Paloschi-Moro, e le alternative in panca. I due sono compatibili, a Cosenza hanno finito loro e la Spal ha avuto peso ed occasioni. La soluzione è contemplabile, avrebbe una sua logica. Si tratta di un’idea che non ci sentiamo di escludere a priori, curiosi di sentire cosa dirà oggi l’allenatore. L’importante è sapere che Moro è una risorsa su cui la Spal può legittimamente contare. Una di più. E già sapere questo non è cosettina di poco conto, se ne converrà.–

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