Braiati va alla giustizia sportiva In ballo c’è l’elezione di Alberici
Il presidente uscente del Crer chiede chiarezza sul voto: «Controllo accurato» Il neo eletto replica: mi difenderò in tutte le sedi opportune tutelando le società
ferrara. L’altra sera tardi, a coprifuoco già calato, arriva sulla scrivania delle redazioni un comunicato stampa ufficiale da parte del Crer. Stringato e deciso, il comunicato recitava: «Si informa che la validità dell’Assemblea ordinaria elettiva, tenutasi lo scorso 10 gennaio in modalità “da remoto” , è stata oggetto di impugnazione da parte del presidente uscente Paolo Braiati presso gli organi federali competenti. Il presidente Simone Alberici, unitamente al Comitato regionale, si difenderà in tutte le sedi opportune per tutelare l’immagine, i diritti e la volontà delle società emersa palesemente in sede di votazione, respingendo ogni affermazione calunniosa e diffamatoria riportata da alcuni media. Si precisa che l’adozione della modalità “da remoto” e che la scelta della piattaforma utilizzata erano state decise e confermate dallo stesso Paolo Braiati» .
spiegazioni
Certo, siamo lontani anni luce dalla “serena” rassegnazione con cui l’ex presidente Trump ha preso le scelte elettorali degli statunitensi ma, come in un consiglio comunale che si rispetti, anche in questi tempi di videoconferenze è opportuno sentire anche il presidente uscente: il ferrarese Paolo Braiati, appunto. Che preferisce spiegare.
«Non intendo polemizzare o aprire dibattiti e scontri verbali. Impugnare il risultato delle elezioni è una eventualità prevista e percorribile, seguendo una serie di percorsi stabiliti dalle norme federali. C’era un mese per poter impugnare il risultato e siamo stati nei tempi, visto che ci sono dei tempi e dei modi da seguire; non basta alzarsi e dire di non essere d’accordo, bisogna seguire le regole, affidarsi ad un legale e così via».
«Io credo che ci siano gli estremi per chiedere di chiarire il voto in videoconferenza e verificare la situazione - afferma Braiati -. Nulla di più, nulla di diverso. Si vuole capire e verificare, perché con questo tipo di votazione non è stato possibile ricontrollare e verificare lo scrutinio. Chiediamo semplicemente un controllo accurato».
l’obbligo
«Siamo stati praticamente obbligati a questo tipo di scrutinio - spiega il dirigente ferrarese -, ma in quasi tutte le altre regioni si è votato in presenza. Nelle poche regioni in cui si è votato a distanza non ci sono state discussioni solo dove era presente un solo candidato. Oltre a chiedere chiarezza, e la chiederò sino alla fine, non credo sia opportuno aggiungere altro e allargare il discorso. E se possibile non interverrò nel dibattito, visto che tutto è ormai in mano alla giustizia sportiva, che deve lavorare tranquilla e senza condizionamenti. E senza essere responsabile di quanto appare su internet».
particolari
Braiati - che s’era ricandidato per il terzo mandato - non ha voluto entrare nei particolari, ha ribadito più volte che vuole chiarezza ed ha inviato ad aspettare le decisioni della giustizia sportiva. La materia del contendere sembra essere il programma tecnologico per il voto a distanza, ma è chiaro che gli sviluppi rischiano di essere interessanti: in fondo non è altro che un ricorso che andrà analizzato. Basta evitare i toni da giacobini in assemblea e lasciar lavorare la giustizia sportiva. Alla fine la chiarezza arriverà. —
Alessandro Bassi
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