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Salta ancora l’assemblea Sui diritti tv ormai è caos

Salta ancora l’assemblea Sui diritti tv ormai è caos

Nove società nemmeno si presentano e fanno così mancare il quorum per il voto Intanto il giudice intima a Sky di pagare l’ultima rata dell’accordo dell’anno scorso

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MILANO. L’impasse tra fondi e diritti tv non si sblocca, la Lega Serie A resta nel caos. L’opposizione di chi ancora è favorevole all’affare coi private equity stavolta si è fatta sentire: alla fine è stata rinviata l’assemblea dei venti club chiamati a votare sulle offerte di Sky e Dazn per trasmettere il campionato nel triennio 2021/24. Un rinvio forzato, considerando che nove società non si sono presentate in videoconferenza, facendo mancare quindi il numero legale (il quorum è di 14 presenti) e obbligando a far slittare nuovamente il voto sulle proposte per i diritti tv. Una mossa che ha spaccato la Serie A in due parti: chi ancora vuole i fondi e chi invece considera la partita chiusa (almeno nei termini in cui si è trattato finora). Bologna, Crotone, Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Benevento, Spezia, Torino e Roma: sono queste le società che non si sono presentate in assemblea, le stesse che giovedì scorso avevano detto no al voto sui diritti tv.

Una reazione forte anche alla lettera di martedì di sette club (Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Verona) in cui veniva chiesto al presidente della Lega Paolo Dal Pino di andare subito a votazione per scegliere tra Dazn e Sky. Gli schieramenti restano quindi distanti, con il risultato che non si è potuto andare oltre lo stallo, tra il fastidio di alcuni presidenti («il 10% del calcio italiano sta tenendo in scacco il 90%», la considerazione di un massimo dirigente) e una nuova assemblea da convocare probabilmente per settimana prossima, con l’obiettivo di sbloccare l’impasse.

«Abbiamo davanti quattro anni per rilanciare insieme la Serie A e riportarla a una posizione di leadership in Europa, come merita il nostro calcio», ha commentato Dal Pino uscendo dalla Figc dopo un incontro con Gravina. «Spiace riscontrare una differenza di vedute tra i club in un momento così importante. Sono certo che presto verranno superate queste divisioni».

Intanto, dopo il rilancio da parte di Sky (che aveva offerto 505 milioni subito ai club come anticipo), ieri è arrivata la tanto attesa decisione del Tribunale Civile di Milano sull’ultima delle sei rate che la pay-tv aveva deciso di non versare, chiedendo uno sconto alla luce della rimodulazione del calendario in seguito all’emergenza coronavirus. Il Tribunale ha ordinato l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo contro Sky per il pagamento dei 130 milioni di euro che mancano, senza tuttavia entrare nel merito della vicenda con una nuova udienza fissata per il prossimo 8 giugno.

La situazione quindi potrebbe ancora cambiare, ma intanto Sky ora è obbligata a versare i soldi nelle casse della Lega. —

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