Gli under terribili della X Martiri Futsal Lavoro e passione per stupire sempre
A Porotto la sezione del calcio a 5 gioca a livello nazionale Domani il via a Cesena. Dolcetti: «Non partiamo da zero»
POROTTO. Uno dice Porotto e, se non conosce bene organizzazione e struttura della X Martiri, pensa ad un gruppetto di ragazzi volonterosi e poco più. E invece no. Certo, i numeri non sono da moltitudine cinese o da polisportiva cittadina di una metropoli. Ma il lavoro c’è, proficuo, e sta dando notevoli soddisfazioni. Pur schierando una prima squadra nel calcio a undici in Prima categoria, e con un gruppo di giovani fatti in casa, per quanto riguarda il futsal, ovvero il calcio a cinque (meglio non chiamarlo calcetto: questione di principio) la società di Porotto partecipa (e va detto con molti elementi in comune) a due campionati piuttosto prestigiosi: la serie C2 Assoluti, che ha una dimensione a livello regionale e, da questa stagione, con la sua formazione degli under 19 parteciperà al campionato nazionale. Certo, in un girone a carattere regionale, ma questo, oltre alla legittima soddisfazione, prevede che, a breve, i porottesi scendano effettivamente in campo per le gare del campionato. Ovvero domani a Cesena.
il movimento
La realtà della X Martiri, ingiustamente, non è probabilmente abbastanza conosciuta. E quindi è logico cercare di capire meglio e di accendere i riflettori su questa meritevole attività. La spiega Cristian Dolcetti, allenatore del Futsal X Martiri, e che segue tutte le squadre del calcio a cinque della società.
«Abbiamo quattro squadre: under 15, under 17, under 19 (che nel futsal corrispondono agli juniores; ndr) e senior. Con i senior giochiamo in C2, ma il gruppo è quasi completamente composto dai ragazzi della under 19, con qualche elemento esperto. Gli juniores, un gruppo composto da sedici elementi, partecipano ad un campionato nazionale ed hanno ottenuto in passato ottimi risultati. In questo caso, i ragazzi fanno parte solo del gruppo del calcio a cinque, mentre i più giovani fanno parte anche del gruppo del calcio a undici e la loro attività è ragionata per essere condotta in comune. Giochiamo le nostre gare interne alla palestra Boschetto da tre anni, cioè da quando abbiamo puntato con decisione a questa disciplina ed abbiamo costruito il gruppo che vi partecipa».
Dicono che il vostro vero fiore all’occhiello sia la squadra che partecipa al campionato nazionale, la under 19... «I risultati sono stati veramente notevoli - racconta Dolcetti - e nascono dal lavoro. Noi siamo arrivati terzi due anni fa a livello nazionale praticamente con lo stesso gruppo nella categoria di età inferiore, dopo aver vinto il girone regionale e anche le varie eliminatorie, abbiamo perso in semifinale da un Acilia che schierava pure diversi oriundi: vincevamo 2-0 ed abbiamo perso dopo i supplementari: l’esperienza conta tantissimo. E si sa che a livello giovanile mettere in campo degli oriundi, magari già formati tecnicamente e fisicamente, ha una grande importanza».
la scelta
«Noi facciamo invece giocare i nostri ragazzi, quelli che crescono con noi, senza andare a prendere il giovane brasiliano o comunque straniero. E con una scelta di questo tipo, lo scorso anno, allo stop imposto al campionato per la pandemia, avevamo giù maturato la possibilità di andare a giocare nel campionato nazionale, dato che avevamo vinto matematicamente il nostro girone a quattro giornate dalla fine (tutte le partite giocate erano state vinte, nemmeno un pari; ndr). Quest’anno abbiamo continuato nell’attività che era possibile proporre e seguendo le indicazioni, possiamo giocare anche in un campionato più difficile».
Parlando col presidente Zaccarini di calcio giovanile, ci disse che la scelta era stata quella di non interrompere mai l’attività. Avete lavorato anche con i ragazzi del futsal nello stesso modo?
l’impegno
«La nostra priorità era non perdere i ragazzi, ed abbiamo continuato con grande impegno, nonostante tutti i problemi - afferma Dolcetti -. Ci siamo riusciti, anche se c’è voluto del lavoro dietro. Anche puntando, come da regole, all’allenamento secondo i protocolli: il tipo di allenamento per il futsal è completamente diverso da quello per il calcio. Ci sono situazioni tecniche diverse, diversi tipi di carico e di sforzo. Non si poteva semplicemente lavorare tutti assieme. Per riuscire a mantenere il livello di allenamento, abbiamo dovuto lavorare all’aperto, su terreno sintetico e non sul parquet. Questo, chiaramente, avrà una sua importanza sull’esito, ma ancora non sappiamo quanta. I ragazzi non partono da zero, sono un gruppo solido e coeso. I nostri obiettivi? Fare una buona figura e vedere a che livello possiamo arrivare. E sempre con i nostri ragazzi». —
Alessandro Bassi
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