È un Asencio da applausi Ottimo debutto da titolare
Lo spagnolo, schierato dall’inizio, finché ha avuto autonomia ha convinto tutti Prestazione completa e di estrema utilità: sponde, giocate di prima e “tagli”
vicenza. I dieci minuti dell’esordio assoluto in maglia Spal contro l’Empoli avevano fatto assolutamente ben sperare. Ma la reale conferma del pollice alto per Raul Asencio è arrivata a Vicenza, con la prima da titolare nell’attacco spallino al fianco di colui che il match del “Menti” l’ha sbloccato, ovvero Alberto Paloschi (giunto al suo settimo centro stagionale).
Una prestazione completa, di estrema utilità e con la grinta che tutti si aspettavano: insomma, finché il fisico (meglio dire il minutaggio) l’ha supportato, il classe 1998 ha offerto una prestazione davvero da applausi. Quelli che senza alcun dubbi di sorta il settore ospiti in presenza gli avrebbe tributato al momento della sostituzione del minuto sessantotto con Floccari.
COSE UTILI
Sentimento di curiosità estrema al momento della distinta ufficiale tra tutti gli appartenenti del mondo Spal per la titolarità dell’ex attaccante del Pescara. Scelto da Marino a discapito soprattutto di Di Francesco per avere peso, centimetri e presenza da contrapporre alla coppia difensiva avversaria composta da Pasini e Padella, quest’ultimo letteralmente travolto dalla fisicità della tatuatissima punta spagnola della Spal. Sin dalle battute iniziali si era capita la verve del ragazzo con preziosi falli subiti, sponde intelligenti e ossigenanti giocate di prima: due in particolare che nel primo quarto d’ora avevano liberato al tiro Segre e Paloschi. Asencio è stato molto bravo anche a legare i reparti, abbassandosi generosamente verso la zona centrale (sempre verso destra) di centrocampo, alzandosi poi con secchi e fulminanti tagli per la verticalità ma senza mai trovare un’assistenza dai compagni. Che magari arriverà nelle prossime uscite con qualche automatismo in più da inserire nel motore della manovra complessiva durante il lavoro settimanale. Il tutto traduzione in un primo tempo sostanzialmente perfetto, con soltanto due giocate di tacco sbagliate, ma assolutamente perdonate.
FINO ALL’AUTONOMIA
Prestazione all’altezza, pur col calo annunciato, anche nei venti minuti giocati prima della sostituzione, con soltanto un tunnel evidente subìto in fase difensiva e con altri contrasti decisi e di personalità. Quel fattore determinante che la squadra biancazzurra - a livello globale - non riesce proprio a immettere in questa stagione. Vedi il (brutto) film già visto nella fase finale della partita di ieri, e che ha impedito il tanto necessario ritorno alla vittoria. —
Alessio Duatti
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