Mix di delusione e fiducia
Due punti persi. La sintesi è questa. La Spal ieri a Vicenza ha sprecato un’occasione colossale. Aveva la vittoria in mano, il successo che avrebbe dato grande impulso sia al morale che alla rincorsa al secondo posto. È un peccato. Un grosso peccato. Anche perché sembrava che i biancazzurri avessero la partita in controllo. C’è dunque rammarico, enorme, e motivo per riflettere sugli errori difensivi commessi ancora una volta.
La Spal vincendo sarebbe salita a quota 39 punti, agganciando Cittadella e Chievo e mantenendo il contatto con Monza (ora secondo solitario) e il tandem Venezia-Salernitana. Adesso, invece, la squadra di Marino è a -5 dai brianzoli ed a -4 da veneti e campani. Inoltre, se stasera il Lecce dovesse battere il Cosenza, allora la Spal verrebbe scavalcata dai salentini e scenderebbe in ottava posizione. La vittoria avrebbe disegnato uno scenario, il mancato successo configura un panorama ben diverso.
Una squadra di spessore ed in lizza per un obiettivo tanto importante, in vantaggio di due reti in trasferta, dopo un tempo, dovrebbe avere la forza (mentale, caratteriale, tecnico-tattica) per portare a casa il risultato suscettibile di incidere profondamente sulla propria stagione. Non è successo, per ragioni che ci sfuggono o che - al contrario - affondano le radici in atavici limiti di personalità. Detto ciò, conviene aggrapparsi a quanto di buono, incoraggiante, ha detto la partita di Vicenza. Marino per un tempo ha dato scacco ai biancorossi, azzeccando il cambio di modulo, giovandosi del maggior dinamismo del centrocampo e della fondamentale presenza offensiva di un Asencio che ha bonificato sia il gioco di Paloschi che il movimento del collettivo. Per cifra complessiva, e risultato, nulla avrebbe fatto presagire (dopo il 45’), che la Spal venisse agguantata.
La delusione è colossale, ma è opportuno attingere alla fiducia suscitata da una prima frazione così di spessore. Se la base sarà quella, la Spal potrà ancora competere. È doveroso crederlo. Ma è anche tempo di riprendere la marcia. Di tornare a vincere. Altrimenti tutto il resto resterebbe aria fritta. —
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