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Schincaglia in prima linea «Cauti ma dovremo spingere»

Lorenzo Montanari
Schincaglia in prima linea «Cauti ma dovremo spingere»

Per lo staff atletico dei biancazzurri si apre una fase molto delicata Tra l’obbligo di rimettere in forma la squadra ed evitare gli infortuni 

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l’intervista

Lavoro, lavoro e ancora lavoro. È ormai pronto al tour de force, lo staff atletico della Top Secret. Solo dopo aver superato i controlli e le accurate visite mediche per il rientro all’attività agonistica, i giocatori del Kleb che sono risultati negativi all’ultimo tampone potranno riprendere la strada della palestra.

Nell’attesa, lavoro a domicilio per cominciare a rimettere un po’ di olio negli ingranaggi fermi ormai da tre settimane causa Covid. Andrea Schincaglia, preparatore atletico biancazzurro, è già pronto a lavorare con l’obiettivo di evitare infortuni in un momento, quello che inizierà a breve, fatto di gare ravvicinate.

Schincaglia, le prime parole che dirà ai giocatori quando ritorneranno in palestra?

«Anzitutto prima dovranno fare test e le visite mediche – dice il preparatore atletico del Kleb -: la visita pneumologica, gli esami del sangue e delle urine, con l’obiettivo di vedere lo stato fisico attuale dei ragazzi. Dopo di che rifaremo i test atletici, per capire in che condizioni sono. Non saranno i soliti test che si fanno in avvio della stagione, ma test che ci diranno come sta globalmente il singolo giocatore: saranno sempre monitorati con i cardiofrequenzimetri per tenere sotto osservazione il ritmo e la frequenza cardiaca. È un mondo, quello del Covid e della performance atletica, molto in divenire: è una novità per tutti».

Entriamo nei dettagli?

«Da un certo punto di vista, nella sfortuna abbiamo avuto la fortuna di essere arrivati al Covid più avanti. Ho contattato quasi tutti i preparatori di A2, alcuni di A1, che mi hanno dato diversi consigli sulla ripresa dell’attività. Posso ringraziare tutti i colleghi, molto gentili e disponibili in questo momento difficile per tutti».

Come sarà la ripartenza?

«Beh, si partirà piano, senza contatto e con della corsa. Oltre a pesi a corpo libero, tutto senza sovraccarichi, con l’obiettivo di riabituare piano piano il muscolo allo sforzo. Si lavorerà a stretto contatto con lo staff medico per avere dei feedback a 360°. Adesso, l’obiettivo principale è evitare il più possibile infortuni. È ovvio che l’affaticamento ci sarà, la priorità è tutelare l’integrità fisica dei giocatori».

Sarà il possibile infortunio il problema principale con cui vi scontrerete?

«Assolutamente sì, sarà il nemico numero uno. I ragazzi non sono stati fermi come in estate, ma sono stati venti giorni chiusi con febbre, tosse e debolezza. Anche chi ha fatto un po’ di attività a casa o in hotel non ha fatto grandissime cose per la mancanza di energia. La valutazione principale sarà quella del rischio infortunio, si partirà con molto rinforzo delle strutture articolari e tanta prevenzione. Nessuno ha la bacchetta magica, ogni situazione varia di squadra in squadra e di giocatore in giocatore: avere una formula comune è impossibile, ci stiamo informando e stiamo leggendo molto, monitorando a 360° la situazione, per vedere quale sarà la più adatta a noi. Posso dire che non stiamo con le mani in mano».

Le partite?

«Beh, partiremo sì lenti, ma non lentissimi. Non si potrà andare sempre con i piedi di piombo, ma dovremo spingere un pelino di più anche perché le tempistiche lo prevedono. Se non vuoi rischiare infortuni in partita, dovrai spingere: le tempistiche sono quelle. A differenza di altre squadre, abbiamo preso il Covid in una fase davvero troppo calda della stagione, noi avremo nove gare spalmate in poco tempo, ciò significherà che dovremo giocare ogni due-tre giorni. Con le trasferte (Rieti, Scafati, Ravenna, Latina e Cento; ndr) diventerà più complicato a livello gestionale. Ritornare sul parquet mercoledì 10 marzo sarebbe già un ottimo traguardo, è vero, non è quello che io speravo, più andiamo avanti con le tempistiche, meglio è, ma bisognerà adattarsi a quello che diranno i nostri dirigenti».

Ha già parlato con i giocatori?

«Sì, sono tutti tranquilli; allo stesso tempo hanno voglia di ripartire senza rischi. I ragazzi mi chiamano ogni giorno chiedendomi il tipo di lavoro che dovranno fare: hanno timore per i possibili infortuni, così esce l’aspetto psicologico del nostro lavoro, dal canto nostro dovremo cercare di rassicurarli».

Non l’attende un compito facile...

«Abbiamo messo in moto tantissimi preparatori atletici anche di sport differenti come il calcio e la pallavolo, con l’obiettivo di avere il maggior numero di punti di vista possibili per poi cucirli ad hoc alla nostra squadra. Vedremo la prossima settimana, quando avranno finito le visite e saranno tutti operativi, ben consapevoli che non saremo sicuramente al completo. Abbiamo ancora due giocatori che dovranno negativizzarsi (Fantoni ed Hasbrouck; ndr) prima di poter effettuare le visite pre ripresa dell’attività. Chi ha ricevuto l’ok per uscire dalla quarantena ed è in attesa delle visite continuerà il programma di lavoro domiciliare, con la possibilità di fare una parte un po’ più metabolica a domicilio. Il tutto, in attesa di poter riprendere a lavorare in palestra». —

Lorenzo Montanari

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