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Un gancio blocca Cristofori Il welter fermato dall’arbitro e Prodan rimane campione

Dario Cavaliere
Un gancio blocca Cristofori Il welter fermato dall’arbitro e Prodan rimane campione

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ferrara. Un gancio sinistro a poco più di un minuto dal termine del match ha infranto il sogno del pugile ferrarese Nicola Cristofori di conquistare il titolo internazionale IBF dei welter e guadagnarsi uno scenario ancor più ampio. Nella riunione organizzata venerdì sera da Opi Since 82-Matchroom all’Allianz Cloud di Milano, il pugile ucraino ma milanese d’adozione Maxim Prodan si è confermato così campione vincendo per ko tecnico al termine di un match sicuramente non spettacolare e con pochi colpi veri, che Cristofori aveva incanalato nella maniera voluta, portando a spasso per tutte e 10 le riprese l’avversario senza dargli un bersaglio facile a distanza ravvicinata.

Saliti sul ring poco dopo le 22, i due pugili hanno confermato le indicazioni della vigilia mettendo in mostra due tipi diversi di pugilato: di pressione da parte di Prodan, elusivo quello di Cristofori. Poi, a sessanta secondi dall’ultimo gong, Prodan a bocca aperta piazza un sinistro e sullo slancio perde il paradenti; il ferrarese si blocca per un attimo, ma il tempo è sufficiente all’avversario per piazzare altri due ganci mancini al volto senza che il pugile di Porotto si opponesse. Questo ha indotto l’arbitro ad interrompere il match in pochi secondi e ha suscitato non poche proteste dall’angolo dei tecnici di Ferrara boxe.

Alessandro Duran, commento tecnico per Dazn che ha trasmesso in diretta la “Milano boxing night”, è certo che Nicola Cristofori era in vantaggio ai punti al momento della sospensione nonostante fosse stato contato nella 5ª ripresa per un gancio maligno. «Ci vorrà tempo per smaltire questa delusione – dice amareggiato il tecnico Roberto Croce -. Nel pugilato può succedere di tutto ed infatti io non ho mai visto un pugile (Cristofori; ndr) che si ferma di colpire quasi preoccupato del fatto che il suo avversario ha perso il paradenti; così come non ho mai visto un arbitro sospendere un match in pochi secondi ad un niente dalla fine, quando un pugile è avanti ai punti. Mi verrebbe quasi da pensare male».

«Io ho sempre detto che se si fosse arrivati alla 10ª ripresa si sarebbe vinto ai punti e Nicola infatti era in vantaggio sui cartellini dei giudici - prosegue Croce -: e a dirlo non è stato solo Duran in tv; tutti i tecnici presenti erano concordi. Prodan ha boxato nell’unico modo che sa fare, scomponendosi senza stile. Nicola gli ha piazzato il jab destro sul naso costantemente, ha fatto vedere sicuramente cose migliori ed i social lo hanno confermato. Questo ci conforta un po’, ma non cambia la sostanza».

Prodan nel post match ha avuto un’altra caduta di stile durante una intervista, con una dichiarazione poco sportiva («la boxe è una battaglia, Cristofori non faceva altro che scappare»), ma la cosa non ferisce più di tanto il pugile di Porotto, che con maturità lascia perdere. «Sono cose che capitano, ma si riparte - dice Cristofori -: ho fatto vedere che ci posso stare sul ring ad alti livelli. So di aver dato tutto e so di essere migliore di Prodan e soprattutto più forte. Spero prima o poi in una rivincita. Di quella decima ripresa è stato strano tutto. Ero convinto che a volar via fosse stato il mio paradenti e la cosa mi ha bloccato per un attimo, che purtroppo è stato fatale. Sono andato in tilt e game over».

Intanto oggi a Parma debutto fra i Pro del Superleggero della Ferrara boxe Riccardo Crepaldi veneto di Adria, ma ormai ferrarese d’adozione allenato da 5 anni da Roberto Croce. —

Dario Cavaliere

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