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Duran: «Cristofori deve essere più concreto Ferrara non è messa male, ma i campioni...»

Dario Cavaliere
Duran: «Cristofori deve essere più concreto Ferrara non è messa male, ma i campioni...»

L’ex iridato, allenatore e commentatore tv, fa il punto sul panorama estense dopo il match di Nicola col titolo Ibf in palio

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ferrara. Negli ambienti pugilistici ferraresi non si è ancora spenta l’eco della rocambolesca sconfitta di Nicola Cristofori, battuto per ko tecnico ad un minuto dal termine del match sostenuto a Milano contro il detentore della cintura internazionale Ibf dei welter Maxim Prodan. A commentare il match per Dazn c’era l’ex campione del mondo Alessandro Duran, che ai microfoni dell’emittente televisiva ha espresso tutte le sue perplessità. Che ripete alla Nuova: «Nicola ha fatto un buon match, tatticamente prevedibile, contro un pugile più piccolo di statura che cerca di accorciare la distanza. Il suo problema è che indietreggia sempre e non mette le mani come dovrebbe. Onestamente in termini di punteggio non so che cosa avevano i giudici, ma io alla fine della nona ripresa lo vedevo avanti di due punti. Però il suo atteggiamento sul ring, e non parlo solo di questo incontro, potrebbe indurre i giudici a interpretare in maniera negativa il tutto. Il retrocedere, unito al non piazzare quasi mai il jab in maniera efficace, potrebbe trarre in inganno. Poi quella ingenuità nella decima ripresa pagata a caro prezzo...»

«Salta un paradenti (di Prodan; ndr) e lui si blocca un attimo a mani basse - prosegue Duran -; viene “pizzicato” ancora senza che lui replichi e arriva la decisione di sospensione da parte dell’arbitro, che vista così ci poteva anche stare visto l’atteggiamento tenuto. Nicola è un buon pugile con doti naturali. Ha un bel movimento di gambe, è abile in fase difensiva con i movimenti della cintura, ma a tutto questo devi unire concretezza. È come nel calcio quando una squadra fa 89 minuti di possesso palla senza segnare e becca il gol al novantesimo. A certi livelli devi unire le due cose per un vero salto di qualità».

«Guardando più ad ampio raggio, Ferrara non è messa male a livello pugilistico: oltre a Cristofori ci sono ragazzi interessanti - continua Duran -. Manuele Venturelli ha iniziato da poco, ma ha bruciato le tappe, poi Daniele Zagatti e Jessica Galizia in campo femminile. Lei stava bene ed è arrivata alla nazionale. Qui non ha sopportato di testa il peso psicologico della distanza da casa e del cambio di impostazione tecnica. Così si è persa un po’ per strada e adesso sto cercando di recuperarla. Poi parlando di giovani è più mio fratello Massimiliano che segue le nuove leve, sta nel loro angolo sul ring. Io con gli impegni come commentatore tecnico sono un po’ assente ultimamente...».

«Una cosa però è certa - spiega Alex -: quando dico ai miei ragazzi che unendo le caratteristiche di tutti loro faccio fatica ad assemblare un pugile completo non scherzo. Non è cattiveria, ma analisi della realtà. Bisogna avere resistenza, coraggio, tenacia, capacità di soffrire. Sono cose che non si inventano. Ferrara forse si era abituata bene con noi (i Duran entrambi campioni del mondo; ndr), sembrava tutto facile, ma posso assicurare che non è così». Il futuro cosa prevede? Alex spiega: «Ad inizio aprile (sabato 3; ndr) ci sarà la 20ª edizione del “Memorial Carlos Duran” e sarà l’occasione per vedere sul ring una bella fetta del futuro di questo sport. Abbiamo rinviato di una settimana per problemi televisivi, ma siamo pronti. Massimiliano come sempre ha allestito una giornata di alto livello ed è il modo migliore per ricordare nostro padre, un campione che ha dato tanto a noi in famiglia, ma anche allo sport della città. Credo che per lui, che è sempre stato giovane come mentalità, sia il modo in cui voglia essere ricordato». —

Dario Cavaliere

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