La Top Secret sta uscendo dall’incubo Covid Fantoni: «Così il nostro legame è più forte»
Anche il capitano ha finalmente finito la quarantena. Adesso parte la fase per l’idoneità agonistica e il ritorno in palestra
FERRARA. Ventuno giorni di quarantena non sono stati uno scherzo neanche per un guerriero come il capitano della Top Secret ovvero Tommaso Fantoni, che ieri ha “soggiornato” all’Hotel Astra per l’ultimo giorno prima di fare ritorno a casa con la famiglia. Anche per lui, a stretto giro di posta, esami e visite di controllo. «Sto bene – ha raccontato ieri pomeriggio il lungo del Kleb -, da due settimane non ho più sintomi: ho dovuto trovare alternative mentali, altrimenti c’era da impazzire. Quando uno sta male resta isolato e basta, ma quando inizi a stare bene e i giorni passano, è ovvio che la rabbia viene a galla; come del resto un po’ di frustrazione per il fatto di non potersi muovere: è stato tosto, anche se dico che c’è di peggio nella vita. Ho studiato, letto molto e guardato diverse serie tv».
Luce
«Ora l’ importante è ritrovare la forma, prima ancora bisognerà fare tutti gli accertamenti di rito, cosa importante per scongiurare ogni tipo di strascico. Dopo gli esami possiamo rimettere la testa al campo». E per la Top Secret ci saranno da recuperare molte partite: «Ci aspettano mesi belli pieni – ha continuato capitan Fantoni -, da una parte va bene, dall’altra un po’ meno perché dovremo trovare la forma giocando le numerose gare che ci aspettano. E lì conterà soprattutto il risultato. Fossero amichevoli, direi super giocare così a stretto giro di posta. Ma visto che il risultato conta c’è un po’ l’apprensione di voler fare bene, allo stesso tempo ritrovare la condizione fisica che sia in grado di poterci dare il massimo possibile sul parquet. C’è un po’ questo pensiero, ma sono convinto di una cosa: i ragazzi, che ovviamente non ho ancora visto, sono carichi. Abbiamo voglia di sfogarci un po’, di ritornare a giocare».
Gruppo unito
«Se un gruppo condivide più esperienze, sia positive che negative, il legame fra i giocatori può solamente aumentare. Questa è stata un’esperienza negativa, anche perché ci ha allontanato da quello che amiamo di più per circa un mese. Dall’altra parte, c’è davvero grande voglia di ritrovare i compagni di squadra, c’è voglia di ridere assieme, c’è voglia di ritornare a quella libertà che ci è stata negata da questo virus. Il gruppo era già cementificato prima, spero che questa parentesi abbia fatto da ulteriore collante fra di noi. A sensazione c’è molta voglia di tornare».
«A livello personale non posso fare altro che ringraziare di cuore i nostri tifosi - aggiunge Fantoni -: non faccio nomi, ma alcune persone mi sono state vicine e mi hanno aiutato con la mia famiglia, che ha dovuto restare in quarantena. A queste persone sarò sempre riconoscente, ringrazio chi ha inviato messaggi d’incoraggiamento, anche dopo ogni risultato dei diversi tamponi».
«Sono molto legato ai tifosi di Ferrara – ha chiuso capitan Fantoni -, lo sarò per tutta la vita: sono felice. Non è stato un momento facile, a maggior ragione per il fatto che non puoi vedere nessuno, sei fuori dal mondo». Ora che il momento negativo è ormai alle spalle, in casa Top Secret si potrà guardare con fiducia ritrovata alle ultime nove gare della prima fase del torneo. Prima dell’inizio della fase ad orologio i biancazzurri saranno protagonisti alla Final Eight della Coppa Italia di categoria: certamente un bel tour de force, che dovrebbe ricominciare proprio da dove si era finito, cioè dalla gara esterna sul campo di Rieti, che anticiperà il ritorno all’MF Palace contro Chieti e la doppia trasferta a Latina e Cento. —
Lorenzo Montanari
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