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«No all’abolizione del vincolo» Alberici difende i club estensi

«No all’abolizione del vincolo» Alberici difende i club estensi

Le federazioni di calcio, basket e volley scrivono al premier Draghi 

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l’intervento

La lettera aperta inviata al premier Mario Draghi a firma dei presidenti di Federcalcio, Federbasket e Federvolley ha avuto come oggetto un tema scottante come quello della riforma dello sport, studiata e proposta dall’ex Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Tra i tempi più “caldi” quello dell’abolizione del vincolo degli atleti. Questo uno stralcio della missiva inviata a Draghi.

“Noi siamo assolutamente favorevoli al pieno riconoscimento di maggiori tutele a favore di atlete ed atleti, di allenatori e collaboratori sportivi, ma al contempo siamo ben consci degli enormi problemi che le società sportive stanno affrontando. Rileviamo inoltre come due tematiche in modo particolare, quali l’abolizione del cosiddetto vincolo sportivo e la nuova disciplina relativa al lavoro sportivo, comportino gravi ripercussioni ai danni delle società sportive che abbiamo il dovere di tutelare. Fin dal sorgere della crisi sanitaria ed economica le Federazioni hanno sostenuto i rispettivi movimenti con interventi mirati nell’intento di alleviare gli effetti prodotti dalle necessarie normative di restrizione. Riteniamo però giusto che quanto fatto, e quanto ancora sarà necessario fare, non sia vanificato da alcuni istituti che, in questo frangente, costituirebbero un ulteriore gravoso onere da porre a carico dei sodalizi sportivi”.

Si tratta di uno snodo cruciale, nei confronti del quale il presidente del Crer (il comitato calcistico emiliano romagnolo) Simone Alberici ha espresso una posizione ferma e decisa per difendere gli interessi dei club regionali.

«Dobbiamo dire le cose come stanno - afferma Alberici -: l’abolizione del vincolo sportivo e la nuova disciplina relativa al “lavoro sportivo”, se confermati definitivamente, affosseranno i nostri club. Su questo non ci sono compromessi. Le condizioni sono inaccettabili. Il nostro “no” all’abolizione del vincolo sportivo e al lavoro sportivo è irremovibile. Per vent’anni sono stato un dirigente e come tale ho vissuto anche le conseguenze della pandemia fino allo scorso 10 gennaio, quando le società mi hanno eletto presidente del Crer».

«Ora non c’è più tempo. Servono decisioni giuste e in fretta. Ci aspetta una battaglia dura, nei modi e nei contenuti, e noi siamo pronti a combatterla per tutelare gli interessi delle società dell’Emilia Romagna». —

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