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Caos Barcellona: arrestato l’ex presidente Bartomeu

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ROMA. A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, il Barcellona è nel caos, proprio mentre la squadra di Ronald Koeman dava segnali di ripresa sul campo.

Ieri gli agenti del dipartimento delitti finanziari dei «Mossos d’Esquadra», la polizia regionale catalana, si sono presentati negli uffici del club, al Camp Nou, e hanno proceduto a una serie di perquisizioni nell’ambito di quello che in Spagna è stato ribattezzato “Barçagate”, una sorta di spy story di campagne social contro i campioni più rappresentativi della squadra più famosa al mondo, partite all’interno dello stesso club. Per il quale sono scattati gli arresti: l’ex presidente Bartomeu, il grande “nemico” di Messi, e altri tre dirigenti sono stati condotti in stato di fermo alla sede centrale della polizia per essere ascoltati. In particolare, la polizia ha voluto esaminare le tante fatture pagate a un’agenzia perché gettasse fango, via social e non solo, su alcuni tesserati del club come Lionel Messi e Gerard Piqué, colpevoli di non condividere la linea di Bartomeu, o ex come Pep Guardiola e Joan Laporta.

Quest’ultimo nel frattempo è tornato in ballo, perché è uno dei tre candidati alla presidenza (gli altri due sono Toni Freixa e Victor Font). Le forze dell’ordine non hanno voluto rivelare l’identità delle persone condotte alla stazione di polizia di Les Corts ma i media locali hanno appurato che oltre all’ex presidente si tratta di Oscar Grau e Romà Gomez Ponti, e Jaume Masferrer. —

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