Castori carica la Salernitana: «Torniamo a vincere in casa»
Il trainer campano: la squadra sta bene e finisce sempre le partite in crescendo ma sarà importante la gestione delle energie
ferrara. Orgoglio e appartenenza da quelle parti sono certificata normalità. Perché in Campania primeggiare sulle tante piazze calde del calcio, anche molto ravvicinate tra loro, vale tantissimo. Salerno sogna per davvero un ritorno in serie A, la posizione di classifica permette di farlo, pur nel maxi traffico d’alta classifica dove rimane comunque iscritta una Spal che oggi si preannuncerà più combattiva che mai per riscattare il mood negativo.
le scelte
Dal canto proprio, l’allenatore dei granata Fabrizio Castori tenterà di riproporre il 3-5-2 in questi novanta delicati minuti per tutto l’ambiente salernitano. In porta nonostante il buon recupero del titolatissimo Belec i filtri danno per favorita la riproposizione di Adamonis. Nello scacchiere dietro, Aya e Gyomber sono certi di partire dal primo minuto: se Mantovani non dovesse farcela (è stato comunque convocato) ci sarà la riconferma di Veseli. A sinistra dovrebbe piazzarsi l’ex Chievo Jarosynski con Casasola sul fronte opposto, anche se Kupisz scalpita e sicuramente qualche minuto lo giocherà. Nel mezzo riproposizione degli intoccabili Di Tacchio, Capezzi e Coulibaly con quest’ultimo molto abile ad andare a supportare la coppia d’attacco, sicuramente formata da Djuric e Tutino che torna titolare dopo la turnazione delle ultime uscite (ha giocato anche Gondo).
i propositi
Ieri, nella classica giornata di vigilia, dopo l’allenamento pomeridiano, sono arrivate le parole di mister Castori: «Affrontiamo una squadra di altissimo livello per la categoria - evidenzia il tecnico - per cui servirà mettere sul campo una grande prestazione. Noi siamo concentrati per fare la nostra partita e vogliamo tornare ad ottenere un risultato positivo importante tra le mura amiche».
Il mister dei granata ha quindi concluso: «La squadra sta bene, termina le partite in crescendo e questo fa ben sperare per il futuro. Sarà importante la gestione delle energie perché siamo in un ciclo di gare ravvicinate. Recuperiamo alcuni giocatori che erano indisponibili e tutti saranno utili da qui alla fine».
il vuoto
Ormai da più di un anno è diventata una spiacevole (ma necessaria) abitudine: purtroppo anche l’Arechi stasera sarà privo del pubblico. Ogni appassionato del folklore che vive attorno a una partita di calcio riconosce la bolgia dell’impianto granata. La mancanza del dodicesimo uomo penalizza a rotazione ogni formazione che ha il privilegio di giocare in una piazza piena d’amore (vedi Ferrara). Ma la certezza è che stadi così importanti, sarebbero apprezzati anche pieni dagli avversari. —
A.D.
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