Le tre richieste di Marino alla Spal: «Cattiveria, concretezza, poca leziosità»
Il mister: va aumentata la ferocia agonistica, dobbiamo tornare ad essere solidi e per farlo bisogna essere aggressivi «C’è voglia di riscatto. Chi di noi ha orgoglio e dignità deve seguire quanto ci hanno detto i tifosi. Io ho avuto grande carica»
l’intervista
Rialzarsi nell’impegno più proibitivo del periodo potrebbe significare molto per la Spal e per il suo mister, Pasquale Marino. Con la globalità biancazzurra che per evitare bocciature generali dovrà passare perlomeno indenne il duro esame di Salerno.
L’allenatore biancazzurro, poco prima della partenza verso la Campania, ha ringhiato in conferenza stampa: ringraziando la delegazione di tifosi per il confronto dell’altro ieri, sostenendo la necessità di unità generale d’intenti da parte di tutti coloro che vogliono bene alla causa biancazzurra e respingendo alcune critiche, parse a suo avviso troppo eccessive. «L’allenatore è sempre il primo responsabile – spiega Marino –, quando i risultati non arrivano è normale che ci siano delle critiche: spero sempre per il bene della Spal e non per simpatie o antipatie personali. Il nostro lavoro è particolare, di capelli bianchi ne ho più di uno e riesco a capire quando c’è premeditazione nel giudizio o quando questo è sereno. La critica costruttiva è ben accetta, perché sappiamo che i primi a fischiarci in questo momento siamo noi stessi. Dal 9 febbraio in poi ci si è però dimenticati da dove siamo partiti, quante volte abbiamo dovuto cambiare il sistema di gioco in base ai giocatori e al mercato, poi anche l’allenatore è diventato da cambiare, sbaglia tutto…».
La priorità attuale si chiama Salernitana…
«Vogliamo crescere facendo la prestazione e aumentando l’attenzione visto che spesso paghiamo i black out che abbiamo. Voglio vedere cattiveria agonistica, concretezza e poca leziosità».
Ci racconti un po’ di più sull’incontro coi tifosi…
«È stato molto positivo, mi è piaciuto, perché chi è venuto lì ha dimostrato di tenere alla Spal. Si sono posti con rispetto e educazione. Chi di noi ha orgoglio e dignità deve ascoltare le parole che i tifosi ci hanno detto, incitandoci in maniera civile. Bisogna avere uno stimolo in più anche per questo. Personalmente ho avuto una grande carica d’adrenalina e penso anche i ragazzi».
La squadra come sta, soprattutto psicologicamente?
«C’è voglia di riscatto, i primi a essere dispiaciuti di questo momento particolare siamo noi. Domenica ci siamo parlati e abbiamo discusso al nostro interno per cercare di badare maggiormente al sodo. Abbiamo la voglia di tornare a essere quelli di qualche settimana fa».
Forse le aspettative iniziali stanno pesando sul gruppo?
«A volte qualche lacuna caratteriale l’abbiamo avuta. Ma ci sono state anche diverse reazioni da gruppo forte. Non so se le aspettative siano il problema, non credo che questa squadra possa soffrire pressioni eccessive».
A Salerno affronterete una squadra battagliera. L’occasione giusta per mostrare gli artigli?
«Sicuramente la ferocia agonistica va alzata. Dobbiamo tornare a essere solidi e per farlo bisogna essere aggressivi in ogni zona di campo. La Salernitana gioca molto sulla fisicità in verticale, hanno inserimenti costanti, lavorano sulle seconde palle, palleggiano poco ma sono efficaci».
È preoccupato dal calo di forma degli esterni?
«Qualche calo c’è, ma parlo in generale e non di questo reparto. Ed è fisiologico perché abbiamo giocato tanto e non spesso abbiamo fatto la settimana di lavoro tipo. Poi gli infortuni hanno costretto alcuni a giocare spesso».
Tornerete alla difesa a tre?
«È una possibilità. Ci può stare tutto, dobbiamo essere più pratici e più solidi. I numeri in questa fase contano poco se poi si stacca la spina durante i novanta minuti. La cosa principale è questa».
Situazione singoli acciaccati?
«Seck sta recuperando da una botta all’occhio, Viviani ha avuto l’influenza, Strefezza potrebbe esserci sabato dopo che ha ripreso a corricchiare post botta al ginocchio. L’ematoma di Missiroli sta guarendo e probabilmente a Pescara potrà essere disponibile. Per Floccari è più difficile».
Sabato - martedì, sfida ravvicinata: un vantaggio potersi rifare subito?
«Tutti gli allenatori preferiscono la settimana intera di preparazione alla partita. Ma la nostra rabbia di reagire subito può essere un dato positivo da contrapporre agli avversari che hanno anche avuto un giorno in più per recuperare». —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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