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Una risposta confortante Gli episodi finali sono il segno che forse il vento è cambiato

Paolo Negri
Una risposta confortante Gli episodi finali sono il segno che forse il vento è cambiato

La squadra spallina si è rassicurata, non ha subìto gol giocando bene Ha sfiorato la vittoria e... rischiato di perdere. Marino appare più saldo 

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il commento

Paolo Negri

La Spal ha visto salire a otto le gare consecutive senza vittoria, è rimasta in ottava posizione, ora ha 7 punti di ritardo sul secondo posto (di cui si è impossessato il Venezia) ed è stata avvicinata dal Pisa che adesso si trova appena a -2 dai biancazzurri, minacciandone quindi il piazzamento in zona playoff, che vede la squadra di Marino sull’ultima poltrona disponibile.

Dunque, la giornata si è chiusa con un saldo negativo? Solo in apparenza. Perché il pareggio di ieri sera a Salerno è da cogliere con favore. In assoluto, già che si tratta di un risultato utile conquistato in trasferta sul campo di una delle candidate alla promozione. Poi per il momento in cui è arrivato, al culmine di una crisi - o di un serio periodo di difficoltà - che aveva messo a serio rischio la panchina di Marino. Infine, per la risposta che ha fornito e per come è maturato.

Intanto la Spal non ha subìto gol, e ciò non accadeva dal 18 gennaio contro la Reggiana: nelle successive sette gare ha incassato ben 13 reti. Aver mantenuto la porta inviolata, ieri, è stato importantissimo.

La squadra doveva dare risposte, rassicurarsi e portare a casa qualcosa. Lo ha fatto con una prestazione solida, attenta, di buona personalità e con trame di gioco. La partita l’ha giocata soprattutto la Spal, come testimoniato dall’imbarazzante (per la Salernitana) 61% a 39 di possesso palla a favore dei biancazzurri. Che hanno costruito molto e avuto chiare occasioni da rete. La Spal avrebbe meritato di passare, ma il portiere locale Adamonis ha deciso di essere protagonista, superandosi principalmente su Segre.

È vero, dopo aver potuto-meritato di vincere, la Spal alla fine ha seriamente rischiato di perdere, con il rigore patito allo scadere e quello furiosamente reclamato dalla Salernitana al tramonto del mega-recupero. Ma dal dischetto Di Tacchio ha scheggiato la traversa, mentre sull’ultimo episodio l’arbitro Irrati ha lasciato correre. Tutti segnali da cogliere con favore. Nel senso che possono essere stati un cenno del destino: chissà che il vento non sia cambiato e che non abbia voluto dare una mano alla Spal per invertire la tendenza. A volte basta poco per rimettersi in carreggiata. Soprattutto in un campionato imprevedibile come questo, ove nessuna squadra è al riparo da inciampi, basti pensare che ieri Lecce e Cittadella sono state una bloccata e l’altra battuta in casa dalle “derelitte” Entella e Pescara. Un Pescara cui la Spal farà visita sabato. Corroborata nel morale, con qualche rientro (Mora in primis), con Marino che ha avuto e mandato le risposte che voleva e che servivano. Magari sarà l’occasione per tornare a vincere. —

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