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La Federazione limita l’attività a gare facoltative Il Cus chiude la stagione

D.C.

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ferrara. Per il secondo anno consecutivo le squadre del Cus Ferrara rugby devono rimandare l’appuntamento sul campo. Dopo la pubblicazione del comunicato federale che azzera tutta l’attività del rugby italiano – per tutte le categorie eccezion fatta per il Top 10 – si chiude qui. Il Consiglio federale, definendo i principi per l’attività agonistica 2020-21, ha infatti deliberato che “compatibilmente con gli sviluppi della situazione sanitaria e delle disposizioni governative vigenti, sarà possibile un’attività agonistica facoltativa senza finalità di classifica e di libera partecipazione, flessibile e dal basso impatto economico. La partecipazione all’attività agonistica facoltativa, organizzata a livello regionale o interregionale con il supporto dei Comitati regionali, sarà rivolta alle società iscritte nella stagione attuale ai campionati inseriti nella lista delle attività di preminente interesse nazionale pubblicata sul sito del Coni, vale a dire serie A maschile e femminile, serie B, serie C gironi 1 e 2, U18 maschile e U16 maschile e femminile e prevederà da parte di tutte le società intenzionate a parteciparvi l’ottemperanza al protocollo ad oggi in vigore per la disputa del campionato italiano Top 10, con l’obbligo di sottoporsi a tampone settimanale per tutti i membri del gruppo squadra individuato”.

Anche se la federazione vede nel provvedimento basato sulle amichevoli “una alternativa concreta e un mezzo per consentire alle società di mantenere attivo il proprio tessuto ed il legame coi propri tesserati, riportando giocatrici e giocatori sul campo per il piacere di giocare e di stare insieme” e garantirà un contributo per l’effettuazione dei tamponi Covid-19, il popolo ovale pare non averla presa benissimo.

La parte di chi plaude e reputa saggia la decisione pare inferiore a chi reputa, dopo tanto tira e molla, una decisione simile deleteria. Mentre altre federazioni come basket e volley ripartono addirittura dai livelli provinciali e regionali, il tutto suona malissimo e rischia di essere un boomerang per l’attuale dirigenza con le elezioni federali – dove già c’è polemica – programmate per il 13 marzo.

Il Cus Ferrara a caldo non si è espresso sulla novità, ma se ci si vuole basare sulle recenti dichiarazioni del responsabile di sezione Claudio Trombetta e del tecnico Dario Dardani, la partecipazione all’attività facoltativa è da escludere. —

D.C.

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