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Suning cerca acquirenti Spunta la pista araba

Suning cerca acquirenti Spunta la pista araba

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MILANO. Mentre Conte e la sua truppa accarezzano un sogno, lo scudetto, che manca da undici lunghissimi anni, l’Inter, intesa come società, sta combattendo un’altra battaglia, non meno complicata di quella che si consuma sul campo. Suning, è noto, non sta passando un momento sereno sul piano economico, e per questo ha dato mandato a diversi advisor di cercare un partner disposto a rilevare parte (o la maggioranza) della proprietà. E come sempre accade in queste trattative ad altissimo livello, le voci si sprecano e si rincorrono, un giorno dopo l’altro. Tante le indiscrezioni su nuove cordate o fondi che sarebbero interessati all’acquisto di tutto il club o a una quota di minoranza o a prestare a Suning i 180-200 milioni necessari per chiudere la stagione in corso. Si muovono inglesi, americani e arabi.

La famiglia Zhang sta trattando, e non è un mistero, da alcuni mesi conil fondo inglese della Bc Partners, che ha formalizzato un’offerta (Isi parla di 750-800 milioni) ritenuta però troppo bassa dal quartier generale di Nanchino: la richiesta per l’intero possesso del club sarebbe nell’ordine del miliardo. Si continua a parlarne, la cosa non è chiusa ma negli ultimi giorni sono spuntati altri nomi, come gli statunitensi del fondo Fortress ma anche gli arabi che agiscono dietro la sigla di Saudi public investment Fund, presieduto da Mohammad bin Salman, membro della famiglia reale. Sì, proprio lui, diventato celebre in Italia negli ultimi giorni per aver invitato l’ex premier Matteo Renzi a una conferenza sulla quale si è poi scatenata una bufera politica. —



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