Federer paga il lungo stop A Doha ko con Basilashvili
Vezio Trifoni
Roger Federer ha l'occasione per conquistare la semifinale di Doha ma lo svizzero è ancora in rodaggio e spreca la palla match sul 5-4 al terzo e poi deve arrendersi per 3-6 6-1 7-5 al georgiano Nikoloz Basilashvili. Un giocatore che già di per sé, per caratteristiche tecniche, non dovrebbe dargli particolarmente fastidio, e che per giunta era piombato da tempo in una crisi nerissima di risultati e di fiducia, complice pure guai personali piuttosto seri. Contrariamente alla prima sfida contro Daniel Evans, stavolta Roger pare controllare l'incontro fin dal principio: annulla una palla break al rivale ma ottiene a sua volta il break che lo porta sul 3-1, mantenendo poi il margine fino alla conclusione del primo parziale.In avvio di secondo, Basilashvili coglie subito l'opportunità di prendersi un break, quello che nel primo set non gli era riuscito malgrado tre chance concesse dal basilese. Dal canto suo, Federer si prende subito tre occasioni per rientrare, ma in quel caso sono i più i meriti del georgiano che i demeriti di Mister 20 Slam: in pochi minuti c'è dunque un 3-0 da recuperare. Da quel momento Basilashvili si risveglia e si convince che la partita si può giocare, il confronto si addormenta un po', mentre Roger procede in modalità 'risparmio energetico', continuando a cercare il feeling con se stesso piuttosto che dannarsi l'anima per inseguire a tutti i costi. La partita corre via veloce anche nel terzo parziale, siamo sui tre minuti a game di durata media, tolti i cambi campo. I game combattuti non mancano, ma gli scambi durano poco. Quello che piace di Roger è la reazione alle difficoltà: come dopo aver sbagliato malamente una stop volley che in altri tempi avrebbe giocato a occhi chiusi. Dal 2-2 e 30-30, e dunque da un possibile pericolo, Roger trova un ace e uno scambio solido concluso a suo favore. Oppure ancora come nelle tre palle break annullate sul 3-3, di fronte a un rivale sempre più galvanizzato. Il pugnetto mostrato per cancellare la seconda vale più di qualsiasi commento, e d'un tratto anche il body language dell'elvetico si modifica radicalmente. Tuttavia, quel settimo game non è determinante. E non lo è nemmeno il decimo, nel quale Roger recupera da 0-30 e vince tre punti di fila, conquistandosi un match-point, ben cancellato da un attacco del georgiano. Poco dopo arriva il break dalla parte opposta, per il 7-5 finale. Difficile giudicare questa partita, ma ogni match passato consegna all'attuale numero 6 del mondo un po' di carburante in più in vista del totale recupero. —
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