L’Eccellenza ripartirà l’11 aprile: le ferraresi con l’idea di non giocare
La Federcalcio ha deciso la data, i comitati regionali il format In Emilia girone unico senza obbligo di partecipazione
ferrara. Si è svolta a Roma l’attesa riunione del consiglio direttivo della Lnd. Ancora una volta il Consiglio Federale ha annunciato di aver recepito le indicazioni della Lega nazionale, salvo analizzare le proposte dei vari comitati regionali su come ripartire. E, dopo tutte le considerazioni, l’indicazione (ovviamente sentiti gli interessati) è di ripartire il prossimo 11 aprile. L’idea di base e di fondo sembra essere sempre la stessa. Da Roma, dicono: ripartiamo (o meglio: ripartite, e vedete voi come). Il comitato emiliano ha presentato il format illustrato alle società nei giorni scorsi: un girone unico, con sole gare di andata, due promozioni, nessuna retrocessione, ma con un poderoso paracadute rappresentato dal blocco delle retrocessioni (nessun obbligo di partecipazione). Ora, il Consiglio Federale trasmetterà alla Federcalcio i vari format che dovrebbero garantire la ripresa nelle singole regioni, salvo approvazione da parte del presidente federale.
Gravina, ricevuta la delega, ratificherà le proposte ricevute e la loro congruità per poter consentire l’auspicata (probabilmente solo dal vertice) ripresa dell’attività di interesse nazionale organizzata dai singoli comitati regionali.
Nei prossimi giorni, una volta acquisiti i riscontri dalla Figc, saranno convocate le società dei campionati interessati per concordare le modalità di ripartenza delle attività, prevista appunto per l’11 aprile. Come è noto, le nostre società hanno espresso a grande maggioranza l’auspicio di non ripartire senza le condizioni di massima sicurezza per tutti. Il presidente del Crer, Alberici, ha dunque dato seguito al mandato ricevuto dalle società e si è espresso con fermezza a tutela delle società, perché le questioni emerse dal dialogo con la base non erano trascurabili. Si partiva dal blocco delle retrocessioni, passando per la possibilità di scegliere se proseguire l’attività mantenendo la categoria e, ancora più importante, la possibilità di ottenere dei ristori dato che le società hanno pagato le iscrizioni per giocare almeno un numero minimo di gare.
Il Sant’Agostino da tempo si è espresso per il no alla ripartenza, forti criticità hanno manifestato anche Copparese, Masi Torello Voghiera e Argentana. Nei prossimi giorni dovranno assumere una posizione ufficiale.
Alberici ha anche chiesto di ufficializzare il prima possibile la chiusura delle attività non di interesse nazionale e la sospensione di tutte le rate di pagamento relative alle quote di iscrizione in scadenza, risultando di competenza della Figc ogni decisione relativa all’attività giovanile. In consiglio direttivo federale oltre ai successi (come la eliminazione delle retrocessioni), sono anche arrivate delle decisioni decisamente dure. Per esempio, se è stato confermato il paracadute anti retrocessioni per chi decide di non ripartire, queste società però perderanno il diritto di ripescaggio per le prossime due stagioni 21/22 e 22/23; in pratica, vengono considerate come se tutte fossero ripescate e, come di regola, per un periodo non potranno avere nuovamente il privilegio e l’opportunità di ripescaggio. Va detto come Alberici abbia espresso l’unico voto contrario a questa eventualità. Il discorso sicuramente tornerà di attualità in futuro.
In merito alle quote di iscrizione che la Lnd chiederà di pagare anche alle società dei campionati di interesse nazionale che non intenderanno ripartire, il presidente Alberici ha espresso il suo voto contrario, non ritenendo opportuno imporre obblighi economici a carico delle società per un servizio non utilizzato. Pur avendo difeso strenuamente questa posizione, la delibera contraria è stata comunque approvata a maggioranza. —
Alessandro Bassi
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