Eccellenza, le ferraresi compatte dicono no Bruschi: «Vaccinateci tutti e ne riparliamo»
Calcio. Copparese, Sant’Agostino, Masi e Argentana non parteciperanno al campionato che riprenderà l’11 aprile
il caso
Il prossimo 11 aprile dovrebbe, negli auspici, ripartire il campionato di Eccellenza, ridotto e con tante situazioni difficili. L’intenzione, a livello nazionale, sembra quella di individuare almeno un paio di squadre che possano essere promosse ad una serie D che non si è mai fermata (ma con travagli e grandi problematiche).
le decisioni
Nessuna delle quattro società ferraresi di questo campionato parteciperà. La Copparese comunica che è già partita la mail che annuncia l’intenzione di non partecipare. Oltretutto diversi dirigenti e collaboratori della società abitano in comuni diversi da Copparo, quindi la situazione è ulteriormente complicata. In ogni caso non c’è la minima intenzione di girare per la regione in tempi di Covid come questi e di sottoporsi a costosi e non si sa quanto efficaci protocolli.
Continua con coerenza a chiamarsi fuori il Sant’Agostino, tramite il presidente Lenzi: «Non è un discorso contro il presidente del Crer, ma una considerazione negativa nei confronti dei vertici della Lnd: loro dicono di ripartire e che la base lo richiede. Noi, in regione, abbiamo delle condizioni particolarmente avverse per tutto il discorso legato alla pandemia. Ne abbiamo parlato già a lungo. Se è evidente, a livello nazionale, la volontà di ripartire a tutti i costi è anche vero che noi, e credo molte altre società, di ripartire non siamo proprio in grado in grado. Ripartire, e farlo ora, non ha proprio senso. Certo, non ci saranno retrocessioni. Ma poi c’è quella che è una vera ripicca: l’esclusione dai ripescaggi di chi non partecipa. E, soprattutto, niente ristori per quanto abbiamo versato per iscriverci quest’anno».
«Ci propongono di aderire a dei protocolli simili a quelli della serie D - aggiunge Lenzi - costosi e non si sa quanto efficaci. E, infine, i volontari che dovrebbero sostenere l’attività sono spesso anziani e dobbiamo salvaguardarli, non mandarli allo sbaraglio. In un momento in cui le condizioni sanitarie peggiorano, non si può chiedere di ripartire. Noi possiamo solo dire che non aderiremo a questo campionato che si vuole far partire».
Per il direttore generale del Masi Torello Voghiera, Quarella, non partecipare è una dolorosa necessità: «Io, con una situazione come quella di qualche tempo fa, avrei anche pensato di partecipare. Ci siamo sentiti con i ragazzi e di tutto il gruppo solo tre erano contrari e per motivi giustificati. Poi, però, abbiamo ragionato sul fatto di andare avanti e indietro in zone rosse e sulla pericolosità effettiva della situazione. Così decidiamo di non partecipare. Ma considero importante che in ragazzi fossero favorevoli a giocare, e sono orgoglioso del valore del gruppo. Credo che, quando scenderemo in campo per il nuovo campionato, speriamo a settembre, non dovremo ritoccare il gruppo o cercare nuovi inserimenti, perché i ragazzi sono stati compatti ed uniti anche in situazioni come questa».
Infine il presidente dell’Argentana, Bruschi, che parte con una constatazione e chiude con una provocazione: «Diciamolo subito, non vedevo e non vedo l’ora di ricominciare ad andare al campo, la domenica pomeriggio, e stanco di stare alla tv a vedere partite di altri. Se ci fossero le condizioni di sicurezza, come dissi da subito, avrei partecipato con entusiasmo. Anche se a Roma ci tengono, e se intendono tenersi i soldi delle iscrizioni, le condizioni di sicurezza non ci sono, ed i protocolli sono costosi e non necessariamente efficaci. Il Mezzolara, in serie D, ha dovuto saltare un sacco di partite per un focolaio. E noi dovremmo andare avanti e indietro, correndo molti rischi, con dei dilettanti che non hanno le condizioni dei professionisti. Meglio di no».
provocazione
«Piuttosto – chiude Bruschi – vorrei lanciare una provocazione e consideratela tale. Allora: una società di Eccellenza, tra prima squadra, Juniores, volontari, tecnici e dirigenti conta su una sessantina di persone. Ci sono 43 società di Eccellenza. Sono 2500-2600 persone. Facciamo 2800 con arbitri e assistenti, dirigenti, eccetera... Non sono numeri astronomici. Vaccinateci tutti, in fretta e se ne può parlare, di ripartire. Naturalmente ci sono problemi enormi, priorità e tanto altro e capisco quanto possa essere difficile. Ma la provocazione rimane sul piatto». –
Alessandro Bassi
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