La Lazio soffre con il Crotone poi è Caicedo a risolvere il rebus
ROMA. Per battere il Crotone, alla Lazio, non basta ostentare una cifra tecnica superiore e motivazioni da Champions: serve il cuore. Anzi, ci vuole l’ennesima magìa di Caicedo, ancora una volta gettato nella mischia da Simone Inzaghi proprio nell’ultimo scorcio di partita e quantomai decisivo. È stato l’attaccante a condannare un Crotone che Serse Cosmi ha mandato in campo con l’atteggiamento di chi non ha più nulla da perdere. La salvezza diventa sempre più un miraggio per i calabresi, che sono alla 20/a sconfitta in questa Serie A e restano fermi a 15 punti, ma provarci – almeno finché la matematica non emette il verdetto definitivo – non è illogico.
Simone Inzaghi, malgrado l’imminente impegno in Champions sul campo del Bayern, si affida ai titolarissimi: Patric torna in difesa, al fianco di Acerbi e Radu, mentre Marusic viene spostato ancora una volta sulla fascia sinistra. Cosmi, in tribuna perché squalificato, propone Simy e Ounas in attacco, ma soprattutto una squadra apparentemente arroccata. La Lazio parte a testa bassa e già al 7’ Immobile trova un varco sulla sinistra, dopo un preciso lancio di Luis Alberto, e impegna Cordaz sul primo palo. Il Crotone replica dopo 3’con Messias che, dalla destra, di sinistro manda il pallone non lontano dal palo. La Lazio si riporta in avanti e, al 14’, passa in vantaggio con Milinkovic-Savic: il serbo raccoglie di piatto destro un cross dalla sinistra di Radu e batte Cordaz. Il Crotone, però, prende coraggio. La squadra calabrese comincia ad animare la propria manovra e perviene al pareggio prima della mezz’ora grazie a Simy: il nigeriano si libera di Acerbi e, dal limite dell’area, fulmina Reina.
La Lazio accusa il colpo, ma si riorganizza e, dopo qualche affanno, ritrova il vantaggio con un bel destro di Luis Alberto. Nella ripresa non cambia il tema della partita, con la Lazio in avanti – nel tentativo di chiudere il match – e il Crotone sempre disposto al contropiede. Proprio in un’azione di rimessa la squadra di Cosmi guadagna un calcio di rigore con Messias, che finisce a terra in area dopo un contrasto con Fares. Dal dischetto Simy è implacabile. Poi entra Caicedo e, ancora una volta, indossa i panni dell’uomo della provvidenza, togliendo all’84’le castagne dal fuoco a Simone Inzaghi. L’attaccante raccoglie in area una conclusione senza pretese di Escalante e infila alle spalle di Cordaz per il 3-2 finale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google