Legni e parate Ma alla Spal manca anche un vero bomber
Contro l’Entella episodi sfortunati e portiere rivale in cattedra Però serve di più. A partire da un Di Francesco sottotono
ferrara. Ci ha messo impegno e buona volontà, la Spal. Ma non è riuscita ad avere la meglio sul fanalino di coda Virtus Entella nella partita che lo stesso mister Pasquale Marino aveva definito come “fondamentale” per dar continuità a quella rinascita che si era registrata dopo i quattro punti esterni conquistati la scorsa settimana tra Salerno e Pescara.
L’ANALISI
Purtroppo nell’umido venerdì sera del “Mazza” si sono visti parecchi limiti che la squadra biancazzurra continua ad avere nella realizzazione di una manovra fluida ed efficace, ma il rammarico è anche dettato dagli episodi non girati a favore. Si sa, tuttavia, che anche nel calcio la fortuna e il senso delle cose calamitato verso se stessi va meritato. E onestamente l’approccio alla partita della Spal (ovvero i primi 25 minuti) non è stato per nulla all’altezza, anzi ha dato indiretta consapevolezza all’organizzata, ma allo stesso tempo modestissima, squadra ligure di potersi barricare con ordine e rompere (quasi) agevolmente i tentativi di gioco estense. Ok le parate del (secondo) portiere dei biancocelesti, ok il rigore non fischiato dall’arbitro Ros e ok le sfortunate respinte dei legni: ma ciò che ha pesato come un macigno su questo pareggio a occhiali è stata l’inconsistenza offensiva della Spal, con rifiniture e conclusioni sbagliate nell’affannoso assalto agli ultimi 20 metri. È evidente che la squadra non sia serena sotto questo punto di vista, perché da inizio del girone di ritorno i gol su azione si contano sulle dita di una mano: sono stati tre in nove partite.
L’ORIZZONTE
Numeri che evidenziano un evidente problema da affrontare in un reparto d’attacco che per un mese sarà privo del suo migliore realizzatore (Paloschi) e complessivamente sulla verve offensiva di un gruppo che si sta sforzando ma che ancora non riesce ad esprimersi come tutti si auspicavano a inizio stagione o dopo quel gran bel filotto di metà andata che rischia di esser stato davvero una grossa illusione. L’agenda degli obiettivi ora cita le tappe con Pisa e Cittadella e molto probabilmente questo doppio impegno dirà se la Spal sarà definitivamente out dalla lotta per i primi due posti o se potrà ancora competere per il sogno promozione diretta vista la discontinuità generale dei piani alti. Viceversa bisognerà tenere attaccata la spina per una buona posizione sulla griglia playoff, magari arrivando di rincorsa e sfruttando (finalmente) l’esperienza di alcuni uomini che in questo momento si stanno esprimendo al di sotto delle proprie potenzialità, su tutti Di Francesco.
SOTTO LA TORRE
A Pisa mister Marino opererà di certo delle rotazioni per giocarsi la gara sulla maggior freschezza e sulla condizione migliore rispetto ai nerazzurri (pieni di defezioni). In difesa si potrebbe rivedere Tomovic, così come Missiroli nel cuore del centrocampo. In rialzo anche le quotazioni degli esterni Dickmann e Strefezza, ma anche dell’interno di centrocampo Segre che andrà a far rifiatare uno tra Valoti e Mora. Con il dubbio dei dubbi relativo all’utilizzo di Tumminello: chissà se già dal primo minuto o più prudentemente a gara in corso vista la non totale affidabilità di un lungo minutaggio. —
Alessio Duatti
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