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Oggi torna il Fiandre la classica più dura Alaphilippe: sono pronto

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ROMA. Torna oggi il Giro delle Fiandre, classica di primavera del grande ciclismo, ma soprattutto corsa fra le più faticose di sempre. Grazie ai suoi 255 km, da Anversa a Oudenaarde, in Belgio, caratterizzata da continui saliscendi che trovano il loro culmine nei cosiddetti muri, tratti di strada con pendenze impossibili, da sembrare appunto muri da scalare, spesso pavimentati in pavé. I favori del pronostico sono tutti per i due corridori belgi Wout Van Aert e Mathieu Van Der Poel, che replicheranno la sfida dell’anno scorso, che si concluse con la vittoria di Van Der Poel.

Con loro si gioca le sue carte il norvegese Alexander Kristoff, terzo nelle ultime due edizioni, e poi un gruppetto di outsider di gran livello, a cominciare dal campione del mondo in carica Julian Alaphilippe, e dei suoi compagni di squadra alla Deceuninck-QuickStep, cioè il connazionale Florian Sénéchal, il belga Yves Lampaert, e il danese Kasper Asgreen. Da tenere d’occhio anche l’altro belga Greg Van Aermaet, lo slovacco pluricampione del mondo Peter Sagan (vincitore nel 2016), il fresco vincitore della Milano-Sanremo Jasper Stuyven e un terzetto di italiani formato da Alberto Bettiol (che qui trionfò nel 2019), Matteo Trentin e Sonny Colbrelli. I ciclisti dovranno scalare ben 19 muri, i più impegnativi dei quali sono il Koppenberg, con una pendenza del 22%, il Berg Ten Houte (21%), il Paterberg (20, 3%) che si dovrà passare due volte, il Wolvenberg (17, 3%).

Per la vittoria si sente in lizza il campione del mondo, Julian Alaphilippe. «Mi sento bene – dice il francese alla vigilia della gara – Dopo le gare in Italia mi sentivo stanco: ho preso un po’ di riposo, ho fatto una ricognizione del percorso, e penso che domani con una temperatura più mite e con una squadra fortissima dovrei farcela», ha aggiunto il campione della Deceuninck. Lo scorso anno il francese, con indosso la maglia da campione del mondo, fu protagonista di una clamorosa caduta. «Nessun senso di rivincita – dice – Le condizioni sono diverse». —

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