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Spal, è in cantiere l’operazione aggancio. Battere il Venezia per raggiungerlo al 5º posto

Paolo Negri
Spal, è in cantiere l’operazione aggancio. Battere il Venezia per raggiungerlo al 5º posto

Lo scontro diretto di domani alle 19 al “Mazza” può sancire i passi in avanti evidenziati dalla partita contro il Chievo

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Paolo Negri

ferrara. L’ultima giornata di campionato, ha detto/confermato che questo campionato - totalmente fuori da ogni raziocinante pianificazione e logica - è fortemente condizionato dal fattore Covid (il caso Empoli l’ultimo in ordine di tempo), oltre che essere tanto difficile quanto imprevedibile. Il faticoso pareggio del Monza a Chiavari, la sconfitta interna del Venezia con la Reggina, il ko del Pisa a Pescara e, se vogliamo, anche la nuova battuta d’arresto del Cittadella (a Vicenza) hanno ribadito che determinati inciampi e/o problematiche non erano - non sono mai state - esclusiva prerogativa della Spal. Ma questo già era noto, almeno a chi non volesse avere una visione delle cose assai parziale.

Parlando del momento, e di Spal, va però obbligatoriamente annotato che i biancazzurri stanno inviando segnali confortanti. Se la vittoria sul Cittadella, ottenuta con encomiabile praticità, poteva essere messa sul conto dell’impatto creato dall’avvento di mister Rastelli ed essere suscettibile di logiche e successive indicazioni di conferma ed ulteriori miglioramenti, dopo la sosta il pareggio dell’altra sera a Verona contro il Chievo è risultato decisamente meritorio. Anzi, un risultato financo risicato per quanto i biancazzurri hanno saputo mostrare.

Alla conferma di un invidiabile e solidale spirito di squadra, la Spal ha saputo aggiungere una non trascurabile espressione di gioco. Un mix che ha consentito di andare oltre l’handicap delle assenze, la povertà di un reparto offensivo azzerato e le palesi ingiustizie delle decisioni arbitrali (probabile rigore a favore non accordato; penalty quantomeno generoso fischiato contro) che hanno messo in salita un incontro che la Spal avrebbe invece meritato di condurre. In altre circostanze, dopo essere andati sotto, i biancazzurri probabilmente non avrebbero trovato le risorse - caratteriali e tecnico/tattiche - per reagire. Cosa che invece a Verona hanno fatto alla grande, non solo recuperando velocemente il punteggio ma anche insistendo alla ricerca di una vittoria che il colpo di testa di Valoti avrebbe potuto sancire secondo logica.

Le sorprendenti scelte (rilancio di Viviani in regia, Strefezza - un laterale -unica punta) di mister Rastelli hanno trovato riscontro nel giudizio del campo e nell’espressione sia collettiva che dei singoli. Da fuori possono essere inizialmente sembrate un azzardo, ma evidentemente erano ben soppesate e frutto - al di là dell’emergenza in attacco - dei concetti di gioco che il tecnico vuole trasmettere. Ciò ha portato ad un calcio diretto eppure manovrato (diverse le azioni a un tocco, in triangolazione), spesso verticale, corale. Un esempio: l’azione al cui culmine la Spal ha chiesto il rigore, con prima Mora e poi Valoti giù in area. Tutto questo ha rafforzato l’idea che la scelta di Viviani non sia stata frutto della voglia di sorprendere, bensì la meditata conseguenza della volontà di dotarsi di un regista che imposti in avanti piuttosto che passi lateralmente.

Ora viene il difficile. Il Venezia (temibilissimo in trasferta) e poi la trasferta di Lecce. Al cospetto di squadre che magari hanno un ritmo un po’ più alto di quello del Chievo, contro cui la Spal ha potuto assecondare alcune proprie caratteristiche. Intanto, però, i biancazzurri hanno mostrato un’evoluzione, hanno migliorato la classifica e si vedono offrire la possibilità - vincendo - di agganciare il Venezia. Non è poco. —

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