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Certe rivali sono più forti e poi le assenze penalizzano

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Se doveva essere una verifica, allora la prova non è stata superata. Di sicuro non a pieni voti. La Spal ieri sera contro il Venezia ha sbattuto contro una squadra obiettivamente più forte, pagando sia i propri difetti strutturali che assenze troppo pesanti per essere sottaciute.

Questa Spal non può permettersi di avere scelte ridotte all’osso in difesa, di fare a meno di Valoti, di non avere soluzioni offensive di riferimento, di dover schierare uno Floccari che non doveva neppure figurare a referto ed ha giocato solo grazie allo spirito di sacrificio. Per quanto felici, le improvvisazioni - forzate, a causa delle necessità - sul lungo periodo (o quantomeno sulla continuità) raramente possono pagare.

Slancio, senso di appartenenza, accorgimenti tattici, praticità e qualche individualità possono essere sufficienti contro rivali quali Cittadella e Chievo, ma al cospetto di avversari più qualitativi e dinamici, ed in questa fase del campionato, si paga dazio. O, comunque, non si compie il salto di qualità. Tutto ciò è emerso chiaramente ieri sera. O, forse, è stata solo una conferma di cose che già si sapevano. Evidente la differenza di passo tra Spal e Venezia, così come la complessiva grana superiore degli ospiti. Eppure, i biancazzurri avrebbero potuto ottenere di più. È vero che nella ripresa sono stati salvati due volte dai legni, quindi non c’è di che recriminare, ma la chiave di volta del match è dopo il gol del vantaggio di Di Francesco. A pochi istanti dall’intervallo, la Spal avrebbe dovuto gestire assai meglio la situazione, non peccare d’ingenuità, non regalare il corner, non perdere le marcature. Il peccato originale è stato quello. Andare al riposo sull’1-0, avrebbe potuto cambiare diverse cosettine, al netto delle considerazioni precedenti che restano concettualmente valide.

Alla fine non c’è da dolersi più di tanto del pareggio. La serie utile di mister Rastelli prosegue (tre gare, una vittoria e due pareggi), è stata in ogni caso ritrovata una certa solidità che aveva fatto difetto in precedenti uscite anche interne, e vale sempre il principio secondo cui se e quando non puoi o non riesci a vincere è buona cosa non perdere. La Spal, dunque, accoglie senza lamentazioni il punto di ieri, ci mancherebbe. La classifica resta immutata, la posizione è sempre la sesta. Restano sei gare di stagione regolare. Tre in trasferta ed altrettante a Ferrara. Uno scontro diretto, sabato a Lecce, che può incidere sul seguito. E sarebbe importante che poi non diventasse scontro diretto quello col Brescia, ora nono a -4 dai biancazzurri, che si trovano a +2 sul Chievo ottavo che però dovrà recuperare la partita di Empoli. Insomma, di scontato c’è nulla. Il piazzamento playoff andrà difeso in tutti i modi. Sperando che conservarlo, in abbinata al recupero delle pedine che fanno difetto, dia poi quella spinta necessaria per competere da pari a pari contro squadre che al momento paiono superiori. —

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