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Habemus bomber Valoti in doppia cifra riduce i problemi dell’efficacia offensiva

Alessio Duatti
Habemus bomber Valoti in doppia cifra riduce i problemi dell’efficacia offensiva

Con la rete realizzata a Lecce il centrocampista è arrivato a quota 10 e da solo ha segnato quasi più gol delle sette (più Esposito) punte  

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sotto i riflettori

Da quando è alla Spal indossa la maglia numero 8, anche se piuttosto volentieri gioca da “10” e quest’anno segna da “9”. I numeri di Mattia Valoti sono ravvicinati e in sequenza, un po’ come le reti segnate in questa superlativa stagione personale, la migliore di sempre in termini realizzativi per il classe 1993.

VALORE ASSSOLUTO

La doppia cifra di reti segnate dal figlio del grande Aladino è una linea di demarcazione che certifica il grande campionato cadetto che tutti si aspettavano dal ragazzo col viso pulito e i piedi buoni. Valoti sta realmente facendo sul serio, partita dopo partita. Segna in tutti i modi: di testa, di piede, da dentro o fuori l’area, ma anche dal dischetto. Insomma, trattasi di una risorsa totale. Che cifre alla mano si sta completamente sostituendo a quell’attaccante “da doppia cifra” che la Spal non è riuscita a chiudere nelle due sessioni di mercato come avrebbe voluto e come ha provato a fare fino all’ultimo istante il direttore tecnico Giorgio Zamuner. Le dieci marcature di Valoti somigliano (e compensano) sostanzialmente il timido bottino complessivo di tutto il reparto specifico d’attacco della Spal: l’infortunato Paloschi si trova a 7 (il suo rientro sarà alquanto importante per la lotteria play off), il discontinuo Di Francesco è a 4, il sempreverde Floccari a 1 e anche Sebastiano Esposito nella sua parentesi d’andata aveva messo a referto un solo centro. Per il resto (Asencio, Tumminello,Moro,Seck) nada de nada, niente di niente.

IL DILEMMONE

Ora le questioni, racchiuse in una domanda infinita, sono due: essere felici e considerare Valoti quell’attaccante che pur in un’ipotetica lista del fantacalcio sarebbe inserito tra i centrocampisti, o rammaricarsi pensando a cosa sarebbe stato del campionato biancazzurro se alle straordinarie cifre di Mattia ne fosse stata sommata anche solo una tra quelle di un attaccante in stile Mancuso-Forte-Tutino? Naturalmente senza citare il boom del leccese Coda, tra l’altro completamente annullato dalla giovane difesa biancazzurra in Puglia.

Troppo scontato dire la seconda, più confortante “accontentarsi” della prima. Anche se è chiaro che in questo finale di campionato tutto può essere portato di pari passo.

LE SPERANZE

La cura Rastelli e l’ottima interpretazione della squadra del periodo lasciano di certo ben sperare. Con Valoti chiamato a contribuire ulteriormente in zona gol e con gli attaccanti che qualora tornassero tutti a disposizione dovranno incidere maggiormente, sfruttando magari la propensione offensiva di quel 4-3-1-2 che sembra essere particolarmente gradito all’elastico tecnico campano. In questo preciso istante della stagione la Spal non sta nemmeno più riscontrando quell’alternanza casa-trasferta che spesso aveva contraddistinto i pensieri di Pasquale Marino. A tal proposito, le dieci marcature di Valoti ormai sono equamente divise tra il “Mazza” e gli altri impianti del campionato. Perché dopo le prime sei gioie arrivate tutte in Corso Piave, ecco le recenti quattro reti gonfiate a Vicenza, Pescara, Verona e Lecce. —

Alessio Duatti

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