L’Italia ha tre giorni di tempo per non perdere gli Europei
roma. L’Italia ha tre giorni di tempo per evitare di perdere gli Europei di calcio. Al massimo entro giovedì ci dovrà essere una comunicazione netta e inequivocabile da parte del Governo in cui si fa sapere alla Uefa che le quattro partite previste a Roma a giugno e luglio si svolgeranno in presenza di pubblico, almeno ventimila persone all’Olimpico. Lunedì 19 aprile il Comitato esecutivo dell’organismo che regola il calcio europeo comunicherà i nomi delle città che ospiteranno Euro 2020: otto sono già note (Baku, San Pietroburgo, Copenaghen, Londra, Glasgow, Budapest, Amsterdam e Bucarest), mentre altre quattro, tra cui Roma, sono ancora in attesa: oltre alla capitale ci sono Monaco di Baviera, Bilbao (che dovrebbe cedere il posto a Siviglia o Madrid) e Dublino che invece rinuncerà. La decisione della Uefa, però, sarà presa prima – presumibilmente tra venerdì e sabato – in modo che lunedì vengano designati eventuali nuovi stadi. C’è grande fretta – e grandissima preoccupazione –, per questo l’Italia del calcio sollecita la politica e il Cts affinché possano dare le garanzie richieste dalla Uefa circa i ventimila spettatori all’Olimpico. Venerdì scorso il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha inviato una lettera al premier Mario Draghi in cui gli chiedeva un impegno particolare per far sì che la Uefa possa confermare l’assegnazione dell’evento inaugurale dell’11 giugno (e altre tre partite successive) dell’Europeo a Roma. Ma l’invito ha ricevuto risposta solo da Valentina Vezzali, sottosegretaria allo Sport: «Mi impegnerò al massimo perché tutto si risolva». —
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