Sainz ha fame di Ferrari «Voglio imparare in fretta»
«Non sono più in McLaren, per questo voglio stare a Maranello il più possibile» Il pilota spagnolo: «Io e Leclerc giovani? Questo è il mio settimo mondiale»
ROMA. «Un buon inizio, più per le sensazioni che per il risultato. Ottavo non è niente di speciale, ma non mi aspettavo di adattarmi così rapidamente alla squadra e alla macchina. Sono riuscito ad andare veloce da subito, ma voglio molto di più».
Con queste parole Carlos Sainz archivia il Gp del Bahrain, il primo al volante della Ferrari. Nella settimana che porta al secondo appuntamento del Mondiale nello storico circuito di Imola, lo spagnolo parla del suo approccio con il team di Maranello e della sua fama... da secchione.
«È un approccio fondamentale soprattutto al primo anno in una nuova scuderia. Da fuori non si capisce come sia diverso cambiare team e monoposto. È un altro mondo, un’altra categoria: è normale che al mio primo Gp con la Ferrari non sia lo stesso Carlos del Gp numero 40 con la McLaren. Lì sapevo tutto: cosa fare con l’ala anteriore, con il differenziale, come partire, come indirizzare lo sviluppo. Procedure che ora devo apprendere, perciò voglio stare il più possibile a Maranello».
Memorizzando tutto: «Me lo ha insegnato papà: a 11 anni mi chiedeva di ricordare la pressione delle gomme, il set-up, il tipo di assale. All’inizio è stato difficile dargli retta, non capivo perché dovessi sapere tutto. Solo ora l’ho compreso e mi sta aiutando tantissimo in F1, senza quella lezione non sarei cresciuto. Quando ho sentito per la prima volta la magia della Ferrari? Nel primo test a Fiorano a gennaio, quando sono uscito dal box, ho fatto il giro di riscaldamento e ho visto i tifosi dietro alle reti, gli striscioni di benvenuto, mi è salita un'emozione in macchina. Non dimenticherò mai quel giorno».
Esordio in F1 in Toro Rosso nel 2015 con Max Verstappen. «Si capiva subito che Max era speciale, che aveva doti fuori dal comune. Essere riuscito a tenergli testa mi ha dato fiducia per continuare in F1, sapevo di essere nel posto giusto. Di potermela giocare con chiunque». In Ferrari ha come compagno di team Leclerc. «Charles ha di speciale la sua storia. Ha perso un amico, Jules Bianchi, poi il papà. È diventato ancora più forte superando tremendi drammi. Per questo lo ammiro molto, ho seguito tutta la sua carriera».
Insieme formano la coppia Ferrari più giovane dal 1968. «Alcuni pensano che siamo troppi giovani per la Ferrari, ma io ho 26 anni e sono alla 7ª stagione in F1. Ho le capacità per aiutare questa squadra a tornare nelle posizioni vincenti. Di Charles già si conosce il valore, lo ha dimostrato. Stiamo spingendo forte a Maranello, siamo sempre al simulatore, con ingegneri e meccanici. Due piloti giovani portano una grande energia, siamo carichi e abbiamo voglia di vincere».
L’obiettivo e' riportare il Mondiale a Maranello. «Siamo un po' lontani ora, ma il mio traguardo e' lottare per avere questa possibilità». —
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