Le gare e il ruolo di istruttrice Boarini: un’emozione unica
ferrara. «Se ripenso alla mia carriera da ginnasta, il momento più bello era prima di salire in pedana con la mia squadra: quello scambio di sguardi e l’incitamento prima di iniziare che ci caricava tutte, rappresentano momenti unici». Marcella Boarini, classe 1996, e la ginnastica ritmica: un rapporto speciale. Nata a Ferrara – città dove da sempre vive – e una passione per questa disciplina sbocciata nel 2004 quando la PGF aveva aperto nella nuova sede (attuale) in piazzale Atleti Azzurri d’Italia. Non mancano le tappe che rimarranno per sempre impresse nella mente di Marcella Boarini.
«A partire dalla gara nazionale di squadra a cerchi e clavette nel 2015: ricordo gli applausi e le urla a fine esercizio, eravamo davvero supportate da un grande pubblico». Poi un paio di gare in coppia... «Quella interregionale del 2016 insieme ad Aurora Nanni, con successivo passaggio per la prima volta alla fase nazionale. Mi sentivo felicissima perché avevamo dato il massimo e finalmente eravamo state ripagate di tutto il duro lavoro».
«E poi la regionale del 2017 insieme a Sara Boschini, nella quale abbiamo conquistato un sudatissimo terzo posto: ci eravamo allenate poco perché impegnate con gli studi universitari, ma non ci era mai venuta meno la determinazione». A 21 anni la scelta di smettere per dedicarsi – poi – a qualcosa di altrettanto appagante. «La motivazione per continuare uno sport così impegnativo non era più così forte - incalza la Boarini -, inoltre sentivo il bisogno di trasmettere tutto quello che sapevo alle ragazze più giovani. Non mi pento di averla abbandonata così presto». I primi passi da istruttrice quando ancora era ginnasta. «Ma ho iniziato a gestire il gruppo agonistico Silver ufficialmente dal 2017 con la Pgf, poi dal 2019 anche alla Ginnastica Ritmica Vigarano. Alle mie ragazze cerco di trasmettere tutto ciò che nel tempo ho imparato, ma soprattutto provo a comunicare loro l’importanza di essere attente e precise durante gli allenamenti e, di conseguenza, durante le gare. Le mie ginnaste mi ripagano sempre di tutti gli sforzi che facciamo ogni giorno in palestra e mi fanno rivivere le stesse emozioni che ho provato io. Ogni volta che entrano in pedana è come se entrassi con loro». —
Enrico Ferranti
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