«Vorrei essere ricordato come uno che ha operato per un bene superiore»
«Non è facile seguire tutti i miei interessi. Ho una grande squadra con me e credo di avere più impegni di qualsiasi altro pilota. Trovare il giusto equilibrio è la cosa più difficile». Parole di Lewis Hamilton alla vigilia del GP di Imola. «Non è mai bello quando la gente dice: ’Hai corso male, perché eri distratto da tutte quelle altre cose‘. È un modo molto facile che hanno gli altri per attaccarti, ma nella mia carriera ho superato diverse situazioni del genere. Per esempio quando ero a New York ad una sfilata, per poi volare subito in circuito. Persino Niki Lauda mi disse: ’Non puoi fare così’, ma poi ho fatto quel giro in qualifica, rompendo gli schemi, e tutti hanno detto: ’Ah, allora puoi farlo’. Questo è il punto: bisogna uscire dagli schemi». «Non potrei fare tutte quelle cose se non fossi un pilota da corsa. Sta a me stabilire quanto in là posso spingermi», ha sottolineato il britannico. «So di non poter fare il matto fino a tarda notte, andare alle feste e quant’altro... Poco a poco sono diventato più forte, quando avevo spazio ho iniziato a fare più cose interessanti. L’impegno nel sociale: «Con la mia fondazione voglio vedere un vero cambiamento. La mia esperienza lavorando in Formula 1 dice che tante organizzazioni, spesso a scopo di lucro, si danno un tono dicendo: ’Anche noi ricicliamo, anche noi siamo sostenibilì. Ma alla fine interessa loro davvero? Se un giorno - ha concluso - dovessi avere dei figli, cosa che succederà di sicuro dopo la fine della mia carriera, più che ricordarmi come un buon pilota spero mi vedano come qualcuno che ha fatto qualcosa di buono per un bene superiore». —
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