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europei e riapertura stadi

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«Partiremo per vincere, per riportare a casa l'Europeo che manca da 1968». Lo ha detto il ct della Nazionale Roberto Mancini nel corso di una campagna di promozione turistica delle Marche, la sua regione. Mancini ha ricordato l'inizio della sua avventura in azzurro: «c'erano un pò di difficoltà, scoramento» perché si veniva dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia. Il ct ha parlato della scelta di puntare sui giovani ma anche del «grande feeling che si è creato tra i ragazzi». «Abbiamo cercato fare calcio diverso dal solito - ha spiegato -: non vuol dire che saremo i migliori, alla fine conta vincere il Mondiale o l'Europeo. L'Italia quando parte per una manifestazione - ha rimarcato - deve partire per vincere. Vogliamo riportare a casa l'Europeo che manca da 1968». «Se la Nazionale ha riavvicinato la gente, - ha concluso Mancini - è perché ragazzi hanno fatto grande lavoro, si è creata una vera famiglia: sono felici di venire in Nazionale e dispiaciuti quando non giocano, credo sia la cosa più importante».

Gravina spera. «La riapertura generale è la cosa più importante, il problema degli stadi della Serie A è legato a quello. È impensabile auspicare l’apertura isolata di un settore a discapito di altri. Ora si è aperta la speranza e spero che ci possa essere una riapertura generalizzata». Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine dell’incontro con il sottosegretario con delega allo Sport, Valentina Vezzali, sull’ipotesi della riapertura degli stadi. «Le decisioni spettano al governo, ci sono possibilità anche prima dell’Europeo. La finale di Coppa Italia è una delle ipotesi, insieme ad altri eventi prima di giugno», ha aggiunto. —

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