I nerazzurri più vicini al traguardo scudetto E Conte si gode Eriksen
milano. «In altri tempi una partita così l’avremmo persa». Nella considerazione di Antonio Conte al termine della sfida contro il Napoli c’è tutta l’essenza della sua squadra. Perché se è vero che i nerazzurri hanno visto interrompersi la striscia di 11 vittorie consecutive, dall’altro hanno portato a casa un punto prezioso contro una squadra che arrivava da cinque vittorie nelle ultime sei gare, e che aggiorna il countdown verso lo scudetto portandolo a –12 dal traguardo finale. Un’Inter che meritava anche qualcosa in più, dopo aver colpito un palo e una traversa nel primo tempo (entrambi con Lukaku) e dopo essersi fatta da sola il gol del vantaggio partenopeo con l’autorete di Handanovic. La capolista ha mostrato di avere il carattere per reagire, magari non per andare anche a vincere, ma in fondo andava bene anche così: «Un ulteriore mattoncino della nostra cavalcata verso lo scudetto», ha commentato Barella, riassunto perfetto della serata del Maradona. E non è neanche un caso se il gol del pareggio è arrivato con Christian Eriksen, uno dei simboli del lavoro di Conte. Acquistato senza troppa convinzione da parte dell’allenatore, si è ritrovato prima in panchina e poi sul mercato, e soltanto perché a gennaio non sono arrivate offerte all’altezza è rimasto all’Inter. Il gol nel derby di Coppa Italia gli ha ridato fiducia, e partita dopo partita ha capito cosa Conte volesse da lui e quale potesse essere il suo ruolo in questa squadra, ritrovandosi titolare e nella preziosa categoria degli “insostituibili”. Il sinistro che ha regalato il pari a Napoli ha coronato la sua rinascita, fatta di giocate di gran classe ma anche di quella grinta che sembrava mancare nei mesi passati, ingrediente fondamentale per andare d’accordo con Conte. —
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