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Piscine, appello dei gestori: insensati 10 mq di distanza

Piscine, appello dei gestori: insensati 10 mq di distanza

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ferrara. Ieri si è tenuta la video-conferenza organizzata dall’Uisp di Ferrara. Una sorta di appello dei gestori degli impianti natatori non solo locali, ma di tutta la regione. In rappresentanza degli impianti pubblici del territorio ferrarese, hanno partecipato Eleonora Banzi, presidente di Uisp Ferrara, gestore di Piscina Pastro; Luca Bosi, vicepresidente di Nuova Sportiva, gestore per il territorio ferrarese delle piscine di Cento, piscina Beethoven e Codigoro; Davide Gilli, presidente di Pool 4.0, gestore della Piscina parco Bacchelli; Michele Rossi, presidente di Piscine Melegnano, gestore della piscina di Argenta; Monica Zannini, presidente della Pol. Doro.

Uisp Emilia-Romagna ha coordinato un tavolo di lavoro sull’impiantistica natatoria raccogliendo la voce di 64 impianti, molti dei quali anche esterni al mondo Uisp, in rappresentanza del 60% degli impianti coperti in regione, per una battaglia di serietà a tutela di un settore che rischia di pagare gravissime conseguenze in termini economici e di posti di lavoro. Ecco il testo sottoscritto da 64 gestori: «Abbiamo appreso con sconcerto che, tra le linee guida che il CTS ha indicato al Governo per il Decreto sulle riaperture, sono sparite le indicazioni sulle piscine coperte (quindi non riaprono?!) mentre per quelle scoperte verrebbe preso in considerazione il parametro di 10 metri quadrati di superficie d’acqua a persona. Parametro di cui francamente non si comprende la ratio... Perché le piscine al chiuso non vengono nemmeno menzionate? Perché non vengono nemmeno presi in considerazione recenti studi (ma forse basterebbe il buon senso) che tendono a dimostrare come la clorazione dell’acqua e i sistemi igienici rendano di fatto gli impianti natatori luoghi “ostili” per il Covid19? Per i gestori delle piscine riaprire con questi parametri è assolutamente inaccettabile e impossibile. Se saranno queste le condizioni, noi dovremo seriamente considerare l’ipotesi di rimanere chiusi! E se così fosse, ancora una volta ai bimbi, ai ragazzi, alle famiglie e agli anziani sarebbe preclusa la possibilità di praticare uno sport che è fonte di salute e benessere, aumentando indirettamente i danni diretti e collaterali di questa terribile pandemia e scrivendo il de profundis di un settore che impiega migliaia di persone». —

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